Il Male antico, episodio III

#2: Mucche, barchette e ogri

E così i Nostri, ricevuto un fondo spese di ben 20 monete a testa da lord Markenlhay, si apprestano ad indagare sulla strana
questione dei furti di bestiame.


Dopo un po' di discussioni si decide per andare alla locanda del mezzelfo defraudato, cenare e provare magari a stendere un piano sensato per smascherare i ladri.

Purtroppo i piani abbondano e il gruppo impiega un po' di tempo per capire cosa fare e come farlo. Nel frattempo Thomàs, poco
avvezzo alle profonde analisi, se ne esce col favore delle nuove tenebre in cerca di indizi.

Gironzolando per i dintorni della locanda si imbatte prima in un cinghiale selvatico che lascia saggiamente stare, poi in due
loschi figuri che si aggirano nei pressi delle sponde del fiume.

Thomàs si nasconde e osserva inosservato. Sono due piccoli umanoidi che avanzano furtivi proprio verso la locanda. Uno poi si
ferma e l'altro prosegue. Thomàs si avvicina e inizia a pedinare a distanza il secondo. Ma succede qualcosa. Dalla locanda si sentono deboli voci, qualche luce si muove, forse due lanterne, e il piccolo umanoide torna rapidamente sui suoi passi.
Thomàs se lo vede arrivare incontro e decide di nascondersi. Il piccolo coboldo gli passa a fianco senza notarlo, raggiunge il suo compare e insieme ritornano da dove sono venuti.

Tornato alla locanda e raccontato l'accaduto il gruppo si rende conto di avere scarse probabilità di rivedere i manigoldi per
quella nottata e vede andare in fumo tutti i preparativi e i piani elucubrosi.

Il mattino dopo di buon'ora i ranger escono a cercare tracce. Una fitta nebbia avvolge tutto ma i due, aiutati dal tiefling,
riescono a ritrovare la pista. Le orme li portano a poco più a nord, lungo l'ansa del fiume, e terminano nell'acqua. Davanti a
loro, in mezzo al fiume, sorge un piccolo isolotto e la sua torre, un vecchio carcere per nobili in disuso.

La fervida immaginazione dei Nostri li porta immediatamente al sospetto. I ranger si gettano in acqua dando una rara prova di
incapacità motoria e, con qualche affanno, raggiungono la riva opposta dove continuano la ricerca di tracce e di una barchetta
che sostengono debba trovarsi lì (?).

Le tracce li portano verso la torre e, nei suoi pressi, un forte odore di selvatico li assale. Poi accade l'imprevedibile. Dalla
torre escono in fila indiana sei uomini, gente del paese, armati di archi e spade malamente impugnate. I ranger si nascondono e assistono ad una vera e propria azione di guerriglia. Gli uomini muovono verso il retro della torre, dove un paio di baracche
restano ancora in piedi, e scompaiono nella nebbia.

Subito dopo però si ode il rumore di un combattimento. Gli uomini gridano e le armi risuonano. Geov esce allo scoperto e fa per
partire alla carica, ma una minaccia più vicina lo blocca. Tre frecce gli sono piovute ai piedi. Dall'altro lato della torre un manipolo di coboldi lo sta usando come bersaglio.

Nel frattempo gli altri tre, su suggerimento del condottiero Khursos, hanno tagliato dei rami e fabbricato delle rozze ma
efficaci tavolette con le quali aiutarsi nel guado. Giunti sull'altra sponda hanno seguito le orme dei compagni fino ad udire
i rumori della battaglia. A questo punto abbandonano ogni remora e si gettano in corsa verso il nemico.

Arrivano in tempo per vedere che un gruppetto di coboldi sta tenendo impegnati i due compagni mentre un grosso ogre sta
giungendo a dare manforte agli umanoidi.La battaglia è campale e i Nostri devono attingere ad ogni loro potere per non soccombere e per abbattere il formidabile ogre che col suo randello sembra divertirsi un mondo a ridurre in poltiglia Geov.

Nel mentre della battaglia Thomàs vede che due degli umani di prima tornano sui loro passi, disarmati e feriti, portando con
loro un compagno svenuto o forse morto. Si infilano quindi nella torre.

Ma la battaglia è ancora lunga e assorbe ogni attenzione. Tuttavia una sequenza di colpi ben assestati di Geov, l'aiuto del
condottiero e qualche demoniaco potere scagliato dal tiefling warlock riescono infine ad abbattere l'ogre.

La battaglia sembra finita. Dalle nebbie non si odono altri rumori. Tre uomini dovrebbero essere nella torre, un coboldo è
stato catturato da Khursos, probabilmente il loro capo, e presto darà una accurata confessione.

Vecchie domande stanno per avere una risposta, ma già nuovi e più inquietanti interrogativi stanno sorgendo.