Il Male antico, episodio III

#53: Le Grandi Caverne

(Questa cronaca viene presentata nelle due versioni parallele di Melkin e del Cronista)


"...abbiam raggiunto le colline improvvisamente..."

Il Gruppo ispeziona meticolosamente il maniero trovandovi il ricco bottino delle streghe. Con ogni evidenza, le tre streghe si erano appropriate del maniero approfittando della partenza dei troll. Nelle stanze vi sono infatti ancora tutti i giacigli e i segni di usi e costumi delle rigeneranti creature.

Fatta piazza pulita di bauli e monete, i Nostri si apprestano ad uscire dalla cittadella di Bravak, guidati da un impaziente Aarsh.

"Le streghe hanno detto che Skalmad è in un luogo chiamato Grandi Caverne. Hanno detto che dovrebbero esserci delle colline a sud est di qui. Imo!"

Aarsh guida gli altri tre tra boschetti e acquitrini, finchè, improvvisamente, il paesaggio muta: usciti dall'ennesima macchia d'alberi ecco mostrarsi davanti ai loro occhi una distesa di basse colline.


"...ci siam fatti aprire la porta d'ingresso con astuzia e magia..."

Aarsh il Cacciatore fiuta subito la pista dei troll e guida il Gruppo tra i sentieri nelle colline, seguendo il corso di un torrente che li porta ad una parete rocciosa. Il torrente ci si tuffa dentro, passando attraverso una spaccatura. Sulla parete, vicino al torrente, fa bella mostra una grossa porta di legno.

"Bussiamo?" chiede Melkin.

"Aspettate" dice Natan, ma Sepuku ha già dato un paio di vigorosi pugni sulle assi, che scricchiolano ma non cedono. Uno spioncino viene aperto e un occhio da rettile fa capolino.

"Chi ssiete?" sibila una voce dall'interno.

"Fateci entrare!" grida Melkin.

La creatura dietro la porta si allontana e si sentono i passi di un essere più grosso. Poco dopo anche la sua voce.

"Ahah! Voi viene qui a farvi mangiare!" dice.

"Apri e vedremo chi verrà mangiato!"

"Voi conviene che io non apre, ahah" dice ancora il troll, allontanandosi a sua volta dalla porta.

I Nostri si guardano, indecisi. Natan è l'unico a prendere iniziativa: si trasforma in acqua e scivola all'interno passando sotto la porta. Qui riprende la sua forma e si nasconde nelle ombre. La caverna è ben illuminata da torce e popolata da tre troll e un paio di strani esseri lucertoloidi, situati su un piano rialzato e dotati di giavellotti. Il mago prende visione della situazione ed elabora un piano.

Nel frattempo anche Melkin e Sepuku hanno pensato ad un piano.

Tuttavia, non riuscendoci, fanno quel che viene loro più spontaneo: pisciano sulla porta per sfregio.

Ed è allora che Natan apre la porta dall'interno.


"...abbiamo lasciato che l'araldo della morte mietesse le sue vittime..."

La battaglia è rapida e quasi indolore, a parte forse per Sepuku che riceve qualche duro colpo da parte dei troll. Tra i colpi dei due goliath, le devastanti magie di Natan e i poteri occulti di Aarsh, i troll diventano ben presto un esercizio mattutino. I lucertoloidi sono però astuti e, scagliati alcuni giavellotti, tentano una fuga per isolare i nemici e chiamare rinforzi. Ma Natan glielo impedisce. Vedendoli fuggire, crea una porta magica e si materializza vicino a loro, lungo un corridoio, appena in tempo per vederli attraversare un pontile su un torrente sotterraneo e cercare di buttarlo giù. A cadere sono invece loro, freddati alle spalle da due dardi magici.

Natan esplora il corridoio davanti a lui e torna indietro a recuperare i compagni, ancora impegnati con l'ultimo troll. Dopo una paziente attesa, il mago accompagna il resto del gruppo lungo il cunicolo che porta ad una bizzarra caverna.


"...abbiamo dialogato pacificamente con un troll anziano..."

Qui Aarsh percepisce subito la presenza di un enorme orso di caverna. La stanza è piena di mucchi di teschi di varia natura. Su un altro piano rialzato vi è un troll, vicino all'ennesimo mucchio di ossa. Non sembra notarli, e pare parlare con le ossa.

Sepuku si avvicina.

"Chi è là?!" chiede con sospetto il troll, che appare anziano e non acuto di vista.

"Siamo venuti per Skalmad!" dice Melkin con vigore.

"Ha!" li schernisce il troll, "Skalmad non è più qui! E' partito!"

"Come sarebbe?"

"Partito! Andato in guerra, contro Secomber!"

Melkin guarda gli altri. "Torniamo indietro allora"

"Ma come? Credi al primo troll che incontri?" chiede Aarsh, che tuttavia appare più preoccupato per l'orso, per ora nel suo angolo ma in crescente nervosismo.

"Mi è sembrato molto convincente" dice Melkin.

Sepuku cerca di salire i gradini che portano al vecchio troll, ma questi si altera immediatamente.

"Giù! Che nessuno salga!" grida, minacciando gli assalitori e ponendosi a difesa del suo mucchietto di teschi.

Sepuku rimane interdetto. Voleva solo vedere cosa c'era lassù. Confuso, si gira verso Natan.

Il mago sbuffa, poi crea un suono fantasma e fa parlare uno dei teschi.

"Portami giù!" chiede un teschio al troll. L'anziano troll lo prende in mano, ci parla, cerca di convincerlo che giù non c'è nulla per lui, solo persone malvagie, ma il teschio è insistente e molto diplomatico. "Voglio andare dai miei fratelli, è tanto che sono quassù!"

Il vecchio troll scende le scale, parlando con il teschio, e passa in mezzo ai Nostri, guardandoli con sospetto. Sepuku ne approfitta e sale di sopra. C'è un altro passaggio, ma la tentazione di guardare tra i teschi è troppo grande.

Appena il goliath si avvicina, tre sfere schizzano verso l'alto lasciando una scia di luce verde. Sepuku trasale, il vecchio troll si gira di scatto e urla.

"Te l'avevo detto! Cattivi! Malvagi!" dice, gettando il teschio a terra e preparandosi allo scontro.

Le tre sfere su Sepuku sono in realtà teschi, teste volanti animate. Il goliath le vede spalancare le mascelle: un'energia verde si forma nelle gole vuote, pronta ad esplodere contro di lui.

"Malvagi! Malvagi!" grida il troll, e le sue grida si mescolano al possente ruggito dell'orso.


"...abbiamo decretato che aarsh è una pippona..."

Aarsh non può più fare nulla per trattenere la primitiva furia dell'animale, che avanza deciso verso il gruppo.