Il Male antico, episodio III

#8: Dottor Thomàs e Mister Ranger

Si poteva intitolare questa Cronaca anche "Una notte di ordinaria Follia", ma proseguiamo con il resoconto e sarà il Lettore a giudicare...

Ricordatisi dell'appuntamento con lord Markenlhay, gli Eroi vi si dirigono tosto.

Qui trovano il nano Grundelmar di Pelor, che consegna loro l'unico messaggio pervenutogli da Benjas, il chierico di Pelor cugino di Adrian, mandato in missione a Dolce Inverno una decina di giorni prima.

Viene loro spiegata la missione segreta di Benjas: il chierico era sulle tracce di una presunta macchinazione malvagia da parte di un ex chierico di Pelor, tale Kelariel, che pare voglia trafficare con il reame malvagio della Coltre Oscura. Ora sembra che tali macchinazioni stiano portando risultati, ed inoltre ad aiutare attivamente Kelariel (e quindi a poter godere di possibili futuri vantaggi) ci sarebbe Dentediferro, una ormai vecchia conoscenza.

Le spiegazioni teologico-cosmico-filosofiche sono troppo complicate (per PG e DM) e dopo un primo tentativo si decide di semplificare il tutto con qualcosa tipo: c'è il chierico malvagio da picchiare.

Trovato l'accordo, anche lord Markenlhay ha da dire la sua: un certo Douven, un suo agente a Dolce Inverno da ormai diversi anni, negli ultimi tre mesi non ha più dato segno della sua attività. Il lord comincia ad essere preoccupato e in buona sostanza viene chiesto ai Nostri di andare a Dolce Inverno, dare una mano a Benjas con il chierico cattivo e possibilmente capire che fine abbia fatto il buon Douven.

Tutto molto bello ma prima gli Eroi hanno a cuore il caso del mezzelfo.

Convinti che Sir Lomar sia coinvolto nel Caso Sandercot, i Nostri vanno a notte fonda a fare visita al ricco signore. La villa di Lomar è sorvegliata da un paio di bravi e qui, come al solito, avviene l'Incomprensione.

Senza stabilire un piano comune (strana questa cosa...) due di loro (Khursos e Adrian) escono allo scoperto e vanno verso le guardie, mentre i due ranger (toh!) strisciano furtivamente verso la porta d'ingresso.

Geov viene spudoratamente tanato e va ad unirsi ai due usciti allo scoperto mentre Thomas, invisibile agli occhi di tutti, compagni compresi, entra di soppiatto nella residenza di Lomar, sale le scale fino al primo piano, elude una guardia di pianerottolo, si introduce nella stanza di Lomar e... vede il poveretto di spalle, in vestaglia, costretto su una sedia con le rotelle... quindi decide bene di estrarre il pugnale, mettergli una mano sulla bocca e la lama nel collo e dire qualcosa come "Adesso stai calmo!".

Lomar sviene.

Nel frattempo i tre di sotto stanno cercando di farsi aprire la porta. Con buone argomentazioni (tipo un soffio di drago del draconide...) riescono ad intimorire abbastanza le guardie per farsi portare al cospetto del loro capo, non Lomar ma la guardia di pianerottolo già incontrata da Thomas.

Questi, tale Mark, scende e va a parlare con i Tre. Riconosciuto Khursos come un capitano delle guardie, li fa entrare e va a chiamare sir Lomar... proprio mentre questi sta svenendo tra le braccia di Thomas! Qui il ranger tenta il tutto e per tutto: imitazione della voce di Lomar con accento altarupesco!

Complice una incredibile serie di tiri fortunati, Thomas riesce a rispondere alle domande insistenti di Mark (fuori dalla porta) ma si mette i bastoni tra le ruote da solo: alla domanda "Vi aiuto a vestirvi?" Thomas risponde con un seccato "No no, faccio da solo" dimenticando forse la paralisi di Lomar.

A questo punto Mark spalanca la porta e vede la scena.

"Tu! Cosa hai fatto al mio signore?!? C'è un capitano delle guardie qui di sotto! Ti farò arrestare e impiccare per questo!"

Al che Thomas, nella disperazione, inquadra la finestra: uno scatto, un salto e hop, un volo dal primo piano tra vetri infranti. Ma Thomas ha una picola risorsa segreta e quei 5-6 metri di salto non sono tali da impedirgli di cadere in piedi e continuare la sua fuga per i vicoli bui e scomparire.

Dopo un po' di caos, sir Lomar viene fatto rinvenire e viene portato al cospetto dei Tre e quasi ha un nuovo mancamento. In breve si giunge a metterlo alle strette: il dandy offre addirittura 3000 monete d'oro in cambio della pace ma alla fine è costretto a fare un nome: ha dato del denaro a Mark perchè assoldasse qualcuno giù al porto per togliere di mezzo Sandercot.

Tramite Mark arrivano ad avere il nome del nano capo degli scaricatori. In un battito di ciglia sono al porto e qui ritrovano Thomas, ripresosi dalle fatiche e dagli spaventi. Vanno quindi a far visita al nano e lo trovano ubriaco. Dopo qualche domanda salta fuori il sacchettino di denaro con le bibliche 30 monete: la prova è schiacciante in quanto Geov ha prelevato dalla casa di Lomar un sacchettino identico, ottimo velluto profumato alla rosa.

Dopo una breve scazzottata il nano sanguinante si arrende e viene consegnato alla giustizia, Zamoar viene liberato e i Nostri se ne vanno col mezzelfo a mangiare, bere e dormire... tranne Thomas che ha ancora qualche affaruccio segreto da svolgere in paese...

Il mattino dopo i Nostri decidono di partire e vanno quindi dal lord a farsi dare razioni e le ultime avvertenze. Altarupe è però in agitazione: oltre alla notizia del rilascio di Zemoar c'è ora la sensazionale nuova della morte di Lomar! In nottata, qualcuno gli ha premuto il cuscino sul volto.

I nostri caricano il carro in silenzio, salutano lord Markenlhay e partono. Soltanto a molti chilometri da Altarupe, Geov chiede a Thomas:

"Scusa, ma tu l'altra sera dove sei finito?"