Il Male antico, episodio III

#20: "Attenti a non farvi seguire!"

Arrivato il momento di recarsi all'appuntamento segreto, il Gruppo inizia a compiere una serie di azioni che meriterebbero la retrocessione al secondo livello per tutti.

Forti dell'"attenti a non farvi seguire", iniziano a passeggiare comodamente per il paese decidendo di andare addirittura a trovare una personalità in vista come Nimrozan (direttamente alla sua torre) anzichè una ben più canonica ritirata verso i propri alloggi.

Qui, dopo aver bussato e chiamato senza avere risposta, qualcuno valuta addirittura l'ipotesi di scalare il muro esterno della torre per entrare dalla finestra!

Mentre i ranger ragionano (in mezzo alla strada) sulla fattibilità dell'impresa, ecco che quell'altra scheggia impazzita di Adrian va a bussare alla porta di alcune case chiedendo se Nimrozan sia in casa e, nel caso, a che ora torna di solito!

Infine, sconfitti, decidono di tornare verso il porto, dove inizia una serie di ragionamenti riguardo alle prossime mosse da fare.

A qualcuno torna in mente il cunicolo segreto che, dall'isoletta, porta proprio all'interno del bosco (NdDM: credo di ricordare che altri, a quest'idea, abbiano addirittura detto "Eh si, dall'isolotto, così ti vedono tutti!" :-o) e dopo qualche discussione sembra che l'ipotesi prenda piede. Solo rimane da decidere come raggiungere l'isolotto. Ma ci pensa Adrian, il Genio:

"Conosco un nuovo rituale per camminare sulle acque!"

Accantonata la tiberiadica idea, Khursos slega una zattera del porto e il Gruppo tosto ci monta su.

Raggiunta l'isola i Nostri si muovono con la spavalderia che quest'oggi sembra distinguerli e raggiungono parlottando il bosco attraverso il buio cunicolo.

Giunti qui, i due ranger diventano improvvisamente cauti. Si nascondono tra i cespugli e iniziano a perlustrare la zona, mandandosi segnali convenzionali imitando i versi degli animali notturni. Durante tutta questa pantomima, Khursos e Adrian se ne stanno in attesa nella radura dove, ormai una ventina di sedute fa, hanno affrontato la setta dei... chiamiamoli cultisti.

Arriva la mezzanotte e non si vede nessuno.

Passa la mezzanotte e i due ranger, tra i cespugli, continuano ad lanciarsi il richiamo della civetta ferita, che significa: "non c'è nessuno".

Infine, dopo una lunga attesa, all'avvicinarsi delle due del mattino sbucano dal cunicolo due personaggi incappucciati e silenziosi, con tanto di lampada schermata (giusto per dare qualche lezione di cospiratismo).

I due figuri si fanno seguire oltre la radura fino ad uno spiazzo tra gli alberi dove due tronchi abbattuti permettono di sedersi. I due ranger li hanno seguiti a distanza e ancora sono nascosti.

"Dove sono i vostri compagni?" domanda una delle due figure silenziose.

E qui Adrian da il meglio:

"Sono nascosti per tenere d'occhio la zona, per precauzione"

"Le vostre precauzioni giungono un po' tarde" risponde la voce, lievemente irritata (ma, secondo alcuni scoiattoli che hanno assistito alla scena, era la voce del DM a parlare tramite il figuro).

Ad ogni modo, i due ranger emergono dai cespugli e, pieni di foglie e aghi di pino, prendono posto sui tronchi.

Così inizia l'incontro segreto.

Per prima cosa i due chiedono quale opinione si siano fatti gli Eroi di quanto visto ad Altarupe. Scattano le ipotesi più disparate su Kamroth e Azaer, e si arriva addirittura ad esprimere sospetti verso Grundelmar, il Nano di Pelor.

Alla fine i due calano la maschera: sono lord Azaer e Nimrozan in versione vecchietto arzillo.

Spiegano che gli iniziali sospetti su Kamroth sono divenuti ormai delle certezze: egli è al servizio di qualche mente esterna ad Altarupe. Molto probabilmente era anche l'agente di Kelariel, prima di tradirlo.

Zimmerman è stato mandato verso un'imboscata con la scusa di una perlustrazione, ma è stato intercettato da Neyreth, l'eladrin di Waterdeep, e informato del pericolo. Egli è ora, sotto invito di Nayreth, assieme ai ribelli ad est. Nayreth ha fatto visita ad Azaer spiegando cosa stava accadendo e per metterlo in guardia verso colui che ha mandato Zimmerman al nord, ovvero Kamroth.

Cosa voglia Kamroth e quali siano i suoi scopi è ancora ignoto. Tuttavia, finchè egli pensa di avere il controllo su Altarupe, e soprattutto finchè il suo padrone pensa di poter controllare Altarupe tramite il suo operato, la città dovrebbe essere al sicuro da improvvise invasioni.

O, perlomeno, si potrebbe avere il tempo per capirci qualcosa di più e prendere contromisure.

"Ma è una strategia molto rischiosa" obietta Geov.

"E' l'unica possibile" risponde il tiefling.

"Ma io voglio andare ad est! Dai ribelli!" esclama Thomàs.

"Andrete a nord" dice il tiefling.

"Ma i ribelli..." si lamenta Thomàs.

"I ribelli hanno Zimmerman per ora, mentre noi abbiamo una minaccia ignota a pochi passi dalla città. Impossibile ragionare con serenità in una tale situazione"

"Ma poi i ribelli non li aiuta nessuno, uffa"

"Ranger! Questa non è più una questione di territori. Questa è una minaccia comune. Tutta la Valle corre il pericolo di cadere sotto l'invasore. I problemi dei ribelli non sono più solo i loro, ma i nostri. E' ora che la gente della Valle unisca le proprie forze. Non temere, avrai modo di aiutare i ribelli dei villaggi ad est molto presto!"

E così, dopo aver ricevuto cavalli freschi e veloci dal ricco tiefling, i Nostri partono per il nord.

"Avete due, forse tre giorni di tempo!" ricorda loro Azaer. Infatti Kamroth deve continuare a crederli impegnati al porto, e per fare questo occorrerà che l'oro del tiefling unga un bel po' di sporchi ingranaggi.

Sulle prime luci dell'alba il Gruppo raggiunge le colline e, poco dopo, si imbatte in un accampamento abbandonato in fretta e furia. Hobgoblin. Abbastanza, poichè vengono trovati i resti di ben tre fuochi. Fuggiti verso nord, lasciando una bizzarra torretta di tronchi in fase di costruzione.

Mentre sono lì ad esplorare sopraggiungono anche tre ogri di collina, richiamati dall'odore della razzia. Portano con sè anche un capiente sacco.

E finalmente il gruppo intraprende l'unica attività che, in questa seduta, può riuscire a fare.