Il Male antico, episodio III

#21: Ragni, bambini e altri Predoni

Continuando a seguire le tracce degli hobgoblin i Nostri scoprono ben presto che alcuni cavalieri devono averli inseguiti e raggiunti. La pianura tra le colline e la foresta Tronco d'Inverno è disseminata di gruppetti di cadaveri di hobgoblin ammucchiati, trafitti da frecce.

L'occhio esperto di Thomàs riconosce quelle frecce: sono come quelle che vengono fabbricate dai villaggi attorno al lago Nen, come quelle della sua gente, di Nenlast...

Rinvigoriti dalla scoperta, gli Eroi spronano i cavalli finchè la scia di morte li porta ai margini dell'oscura foresta. Ivi entrano con prudenza e sospetto e avanzano fino a sentire delle voci.

Sono voci di ragazzi, allegre e baldanzose, molto stonate rispetto all'ambiente cupo della foresta... e soprattutto molto rumorose.

Adrian esce allo scoperto e con lui Khursos: due archi vengono tesi verso di loro e i ragazzi smettono di ridere. Sono in tre, attorno ad una pila di cadaveri di hobgoblin, intenti a saggiarne le armi rimaste intatte e a svuotarne le tasche.

Dopo un breve dialogo le armi vengono riposte e arriva quello che sembra essere il loro capo, un certo Iani, giovanissimo. Thomàs, nascosto tra le fronde, lo riconosce: è il figlio di un suo vecchio amico, Dren, di Nenlast. Dren era un ottimo arciere e ha più volte messo la sua maestria al servizio del giovane ranger.

Anche Thomàs esce allo scoperto. Iani è sopreso di vederlo e lo saluta con calore, prodigandosi poi subito in vanterie sulla missione da lui compiuta.

Una volta conclusi i convenevoli, Khursos si rende conto che la foresta è pervasa da strani rumori, ticchettii insoliti. Il draconide rimane in allerta mentre gli altri conversano, e dopo poco scorge una orrida figura muoversi sugli alberi, qualcosa a metà tra un umanoide e un insetto. Anche Geov, ancora nascosto, ne vede una: entrambe convergono verso la pila di cadaveri e, quindi, il gruppo.

Il tempo di dare l'allarme e i due mostri si gettano all'attacco, aiutati da uno sciame di piccoli ragni che letteralmente sommergono uno dei poveri ragazzini-ranger.

Il combattimento dura poco, ma rischia di portare via il ragazzo attaccato dai ragni: solo le cure tempestive di Adrian e di Khursos scongiurano il peggio.

"Inseguire hobgoblin è pericoloso, questa foresta è pericolosa! tuo padre sa cosa stai facendo?" si aizza subito Thomàs verso Iani.

"No, mio padre mi vorrebbe tenere nei boschi, con gli altri ribelli, ad aspettare chissà cosa, mentre io voglio azione. Con i miei uomini abbiamo fatto tutto questo! Non abbiamo permesso agli hobgoblin di passare impunemente dalle nostre terre!"

"Ma hai perso quattro dei tuoi amici, e per poco non facevi cinque!" lo rimprovera Thomàs, "Dai retta a me, torna a casa ora"

"Ma ne manca ancora uno! Uno di loro è riuscito a fuggire. Non era un hobgoblin però... era magro e troppo agile. E' scomparso nel bosco"

"A lui pensiamo noi, tu ritorna dai tuoi. Salutami Dren"

"Ma io..."

"Ma io niente. Tuo padre sarà già abbastanza incazz... in pensiero. Vai, ci rivedremo presto ad est!"

"... hai ragione, Tei Thomàs. Sono stato uno sciocco. Andiamo, si torna a casa" e Thomàs quasi si commuove a sentirsi appellare Tei, termine di rispetto per intendere capitano, condottiero.

Ed è così che il Gruppo si getta all'inseguimento del fuggitivo. Le tracce sono però molto difficili da seguire: poche e lasciate da qualcuno molto abile nel muoversi tra i boschi. Tuttavia Geov e Thomàs, dopo un momento di smarrimento, riescono a trovare una pista che li conduce, ormai a sera, ai piedi di un grande albero.

Lì le tracce terminano. Alcune briciole sono per terra, e mentre tutti sono impegnati ad analizzarle qualcosa di terribile trama dall'alto dei rami. Fortunatamente il solito Khursos ha l'idea di lanciare in alto una torcia per fare un po' di luce: appena in tempo per vedere la massa rigonfia di un enorme ragno pronto a lasciarsi cadere su di lui!

La sua mossa gli evita di essere colto di sopresa, ma non è così per gli altri, attaccati da altri ragni che, assieme al primo, scendono giù dai rami e colpiscono coi loro micidiali morsi.

Ma c'è anche dell'altro: dei dolorosi dardi avvelenati piovono dall'alto sul povero Geov, che in breve tempo è costretto alle cure.

Mentre in basso infuria il combattimento coi ragni giganti Adrian pensa bene di lanciare una fiamma divina sui rami: se non per colpire, almeno servirà a fare luce e rendere visibile il misterioso cecchino. Ed è così che, mentre i rami prendono fuoco, si vede una esile figura spostarsi su di essi.

La freccia di Thomàs è pronta: per l'occasione decide di usare il potere del suo arco e la freccia che scocca esplode in una piccola palla di fuoco al contatto col bersaglio. Il cecchino viene spinto all'indietro e cade rovinosamente. Perde la balestra e i dardi si spargono nell'intorno, ma senza esitare si rialza ed estrae uno stocco.

Geov, che ha qualche conto in sospeso con lui, lo ingaggia in un corpo a corpo nel quale, a volerla dire tutta, non sempre ha la meglio. Alla fine è Thomàs a freddarlo con una freccia. Il nemico, che si è ormai rivelato come un drow, cade a terra senza nemmeno un rantolo.