Il Male antico, episodio III

#22: dall'eterno rituale per un piano… un Piano con un Rituale

Perquisito il cadavere del drow, che dalla fascia bianca che portava al braccio viene identificato come un esiliato, vengono trovati oggetti preziosi ma non magici (anello e collana), segno che il drow doveva essere non proprio l'ultimo dei pezzenti, e un misterioso biglietto, scritto in un illeggibile codice.

Adrian, prendendo di sorpresa anche il DM, si appresta a fare uso del suo rituale (quindi i rituali servono? NdDM) di Lettura dei Linguaggi, al primo utilizzo dopo venti sedute. E quel che emerge è questo:


Lascia il comando a Chikihi'Zhen. Hai reso un buon servizio, Zawagin sarà grande nel mio nuovo Regno, e tu con lei. Ma ora il tempo della spada sta giungendo e tu ti farai da parte. Al suo termine, un nuovo tempo della saggezza avrà inizio, e tornerai al tuo seggio.


Nonostante la traduzione, il significato non è meno criptico. Le rune vengono identificate come un dialetto drow; Zawagin è usato come nome proprio, ma può anche avere la valenza di "Acqua che cade" o giù di lì; Chikihi'Zhen è un nome drow maschile.

I cervelli si arrovellano ma non si riesce a giungere ad una soluzione comune. Quel che sembra ormai appurato è che Zawagin deve essere un nome drow per Altarupe, il che getta pesanti ombre sulle sorti della città. Il piano comune è dunque di tornare il prima possibile.

Si riparte anche se è buio e tutti sono stanchi, ma giunti al limitare della foresta Adrian proprio non ce la fa e costringe tutti ad un riposo.

Alle prime luci dell'alba i cavalli vengono nuovamente spronati e in tarda mattinata i nostri giunguno ad Altarupe. I due ranger e Adrian tornano al loro posto di lavoro al porto mentre Khursos va a riconsegnare i cavalli a casa Azaer, dove una tiefling piuttosto seccata lo informa che lui e il suo gruppo sono attesi dal lord Azaer.

I Nostri fanno abilmente e pazientemente passare la giornata e, col favore delle tenebre, si recano a casa Azaer, dove la stessa tiefling, in una leggerissima e trasparente tenuta da sera, li porta sculettando fino al cospetto di Azaer, intento a cenare.

Questi li fa accomodare e fa portare alla seducente ragazza (peccato per la coda, commenterà poi Geov) vino e arrosto fortemente speziato.

"Però, che gran baldracca la cameriera!" si lascia sfuggire Adrian, pronto a farsi servire più volte per ammirare la sfacciata scollatura.

"Mia figlia?" risponde Azaer, che tuttavia passa oltre.

Viene quindi fatto il resoconto degli eventi al ricco tiefling: costretti così a tornare a ragionare sul senso del biglietto, i Nostri giungono ad una nuova e folgorante conclusione: l'autore, o meglio l'autrice, dovrebbe essere la Regina... Chikihi'Zhen era il drow che hanno ucciso e il destinatario del messaggio era qualcuno a Zawagin, cioè ad Altarupe... lord Kamroth!

"Siii! Tutto torna!" esplode Adrian in un raptus di intelligenza, "Il drow stava portando il biglietto a Kamroth, nel quale si diceva che Kamroth aveva lavorato bene ma doveva farsi da parte per lasciare il comando a lui, cioè al drow! E il tutto era ordinato non dal drow in sè ma dalla loro comune padrona!"

Per sicurezza viene convocato anche Nimrozan e, una volta giunto, conferma che la soluzione di Adrian, stranamente, potrebbe avere senso. Rimane da decidere cosa fare ora.

"Abbiamo finalmente chiaro il piano di Kamroth, o almeno quali dovevano essere le sue prossime mosse. Tolto il pericolo grazie a voi, possiamo procedere per toglierlo di mezzo e iniziare la Resistenza!" propone il tiefling.

"No, aspettiamo ancora e facciamo finta di non sapere nulla" dice qualuno.

"No, l'est non può attendere oltre!" replica Azaer, trovando l'assenso di Thomàs.

"Cambiamo il messaggio e facciamolo pervenire a Kamroth!" interviene Adrian.

"Si, grande idea!" un coro unanime.

"... no troppo complicato"

"Arrestiamo Kamroth e procediamo a perquisirne l'abitazione" suggerisce Nimrozan.

"Come possiamo arrestarlo senza prove? Non sarebbe legale... Uccidiamolo!"

"Sì, sì!" e "No, non si può!" e "Allora facciamo che..." si alternano per buona parte della serata, finchè emerge un Piano: penetrare in casa di Kamroth nottetempo, mentre Azaer e Nimrozan lo trattengono con qualche scusa a palazzo, trovare le prove del suo tradimento e quindi procedere con l'arresto ufficiale.

Per attuare il suddetto, il giorno successivo si va tutti insieme a fare un sopralluogo: la casa è sorvegliata da due guardie all'ingresso e ha dei balconcini di vedetta ai lati, vuoti al momento.

Quella sera, all'ora stabilita, Khursos muove verso l'abitazione accompagnato da due tizi che ha raccattato in locanda a suon di caraffe di birra. Dietro di loro vengono anche altre cinque tizi ubriachi, con bastoni, brutte parole e addirittura un coltello, ad uno dei quali Khursos ha tirato un sasso in testa, sempre in locanda.

Il piano del draconide si attua con facilità: portati i rissosi avventori proprio davanti a villa Kamroth, inizia l'alterco di insulti e minacce.

Le due guardie, dopo un po', si spazientiscono e li raggiungono intimandoli di andarsene immediatamente dalla proprietà del signor Kamroth. Nel frattempo i due ranger guizzano come bisce alle loro spalle, Thomàs scassina la serratura e i due entrano. Adrian, che attendeva nascosto, raggiunge la porta e qui inizia un rituale di Silenzio.

Khursos è abile a mantenere l'attenzione delle guardie per il tempo necessario, anche se nel frattempo, alla vista delle spade dei due uomini armati, gli ubriaconi se ne sono andati tutti.

Poi Adrian termina il suo rituale e Khursos può lasciare la presa. Le due guardie, borbottando, tornano al loro piantone, inconsapevoli di essere all'interno dell'area di Silenzio.

Khursos e Adrian si riuniscono. Sono ancora all'esterno della casa, mentre i due ranger sono entrati.

Ma di Thomàs e Geov nessuna notizia.