Il Male antico, episodio III

#26: Il covo dei ribelli

Superata la brutta nottata, i Nostri organizzano come possono il campo base. Dopo una perizia tecnica del fabbro e del carpentiere al mulino, Geov da ordine che questo venga sistemato per divenire operativo e fornire anche una prima fortezza al piccolo gruppo. I cinque soldati superstiti si danno da fare e, accompagnati dai ranger, iniziano a tagliare legna dai vicini boschetti.

I lavori procedono per un paio di giorni sotto la supervisione del gruppo, ma il tempo stringe e per i Nostri si avvicina l'ora della partenza. Dopo alcune discussioni, si stabilisce di andare verso est alla ricerca dei ribelli dentro Bosco Ammantato, come da programma.

Khursos e Geov danno le ultime disposizioni ai cinque soldati per la difesa dell'avamposto. C'è la paura che i mannari fuggiti ritornino, non solo per riprendersi il villaggio, ma anche per via dei quattro bambini morfici rimasti. Thomàs va perfino in mezzo alla brughiera a urlare che vengano a riprenderseli e non sarà fatto loro nulla. Ma, per quanto sostenga di aver inviato un messaggio, la sua è voce di uno che grida nel deserto.

All'alba del terzo giorno il gruppo parte. Poche ore dopo è all'interno del bosco, dove i ranger trovano un hobgoblin impalato ad un albero con la sua lancia. Una rapida perlustrazione alla zona ed ecco che le orecchie vigili di Thomàs e Geov sentono qualcuno muoversi tra la vegetazione.

Di soppiatto, si avvicinano alla fonte del rumore e scorgono così quattro hobgoblin ben equipaggiati e molto silenziosi, in atteggiamento di ricerca. Cosa cercano? Non si sa, ma i due ranger tentano di avvisare gli altri due mediante il verso della civetta moribonda.

Khuros e Adrian, rimasti a parlottare al loro posto, odono il richiamo e lo interpretano come meglio possono: Adrian si tuffa in un cespuglio e Khursos tenta inutilmente di nascondere la sua mole dietro qualche esile alberello. Geov e Thomàs, nel frattempo, si accorgono che i rumori degli hobgoblin sono cessati e che gli stessi hobgoblin si sono nascosti tra gli alberi, probabilmente sparpagliandosi, denotando ottime capacità organizzative e di guerriglia.

Passa pochissimo che una freccia raggiunge Khursos in pieno petto, mentre altre piovono attorno ai due compagni, conficcandosi nel terreno.

I due ranger odono l'urlo del compagno ferito e capiscono che è ora di intervenire.

Gli hobgoblin godono del riparo e hanno buona mira ma, nel giro di poco, grazie all'istinto di Thomàs che funge da guida anche per gli altri, sono costretti a venire allo scoperto. Si accende una rapida battaglia tra gli alberi che esalta un Geov tirato a lucido e pronto a dare spettacolo con colpi di una potenza inaudita, ed è un bene, perchè le frecce del nemico sono micidiali e costringono Khursos alle cure di Adrian.

Terminato lo scontro c'è il tempo per notare ancora una volta il buono stato dell'equipaggiamento degli hobgoblin, prima che una voce dagli alberi si complimenti con i quattro compagni. E' la voce di un ragazzino. Agile, scende giù e si presenta: è uno dei ribelli, ed era sulle tracce degli hobgoblin.

"E' già la terza pattuglia che sgominiamo. Stanno venendo a cercarci, cercano il nostro nascondiglio" dice.

Poi, una volta capito di avere davanti a sè Tei Thomàs e i suoi compagni, di cui Jani figlio di Dren ha più volte parlato dopo il loro incontro a Tronco d'Inverno, si affretta ad accompagnarli al covo.

All'interno del bosco, nascosto a regola d'arte tra la vegetazione, c'è l'ingresso di una caverna. All'interno della caverna ci sono vari locali, tutti stipati di profughi e ribelli. Donne, vecchi e bambini, molti malati, diversi feriti, e squadre di giovani ranger. A capo di tutto questo c'è Dren, aiutato dal figlio Jani e dai consigli dell'anziano Arion.

Dren saluta calorosamente i Nostri e spiega loro la situazione: dei tre villaggi del lago Nen, solo Umosa, quello più occidentale, resta ancora in piedi. Nenlast e Rivarossa sono già caduti nelle mani del nemico, che conta tra le sue fila orde di goblinoidi. Il rifugio in cui sono ora è relativamente sicuro, ma inizia a scarseggiare il cibo e inoltre molti si ammalano per via di ferite e infezioni non curate. Zimmerman è a Umosa al momento, a mantenere il villaggio in vista di possibili attacchi, e anche i ranger del covo si vorrebbero unire a lui per iniziare a riprendersi Rivarossa, ma proprio due giorni fa Jani ha fatto una brutta scoperta.

Seguendo le tracce degli hobgoblin è giunto fino alla Guglia Tonante, un insieme di antiche rovine poco a sud del bosco. Qui ha trovato la banda degli hobgoblin, ma spingendosi di nascosto all'interno delle rovine, che si dice siano i resti di una antica città di minotauri, ha visto una piazza colma di orchi. Dall'alto della gradinata di un tempio c'era un individuo che parlava, ascoltato dagli orchi. La descrizione di Jani fa pensare che fosse un drow. Anche questo con la fascia bianca al braccio.

Arion, discreto conoscitore della cultura drow, conferma che la fascia bianca simboleggia l'esilio, la più crudele delle condanne per un drow. Specifica inoltre che l'esilio è applicato solo ai maschi, in quanto le femmine, figure più importanti nella società drow, vengono più dignitosamente uccise.

Inoltre l'esilio, per la sua caratteristica di isolamento, viene solitamente assegnato a singoli individui o a piccolissimi gruppi. Questo farebbe pensare di trovarsi di fronte ad un ristretto gruppo di drow, piuttosto che ad una vera armata di conquista dal sottosuolo. E, se così fosse e se la Regina fosse a capo dei drow, chi sarebbe? Che una femmina drow partecipi volontariamente ad un esilio o che si unisca ad un gruppo di reietti è da escludere. Che un maschio drow si faccia chiamare La Regina... beh, sarebbe quantomeno molto strano (ma non impossibile, vista la piega della Campagna, N.d.DM).

Dren dice che la scoperta, per quanto importante, è funesta. Avendo una tale minaccia a sud, come possono muovere a nord verso Umosa e i loro compagni? E, anche restandosene buoni buoni nel covo, prima o poi moriranno di fame e malattie.

E qui entrano in scena i nostri. Adrian fa un giro di ispezione ai malati e, con l'aiuto di Geov, offre le prime cure ai più bisognosi. Khursos e Thomàs spiegano a Dren che Altarupe è entrata in scena e ha finanziato un nuovo avamposto vicino al bosco. Qui c'è spazio per i ribelli per coltivare terra e produrre cibo. Tesla, una ranger lì presente, si offre di guidare un gruppo di profughi all'avamposto e di iniziare così il cordone di collegamento con i ribelli.

Per quanto riguarda invece la questione di Umosa, Dren non deve preoccuparsi. Potrà raggiungere i suoi compagni senza timori da sud.

Orchi, goblin e drow, per degli Eroi, sono il pane quotidiano.