Il Male antico, episodio III

#30: La Follia di Khursos

Seguendo l'urlo di Afia il gruppo supera alcuni ruderi fino a trovare le due fila di pali piantati a terra. Da ogni palo pendono quattro o cinque catene e una quarantina di uomini vi è imprigionata. Due hobgoblin, un behemoth e un hobgoblin stregone fanno loro la guardia. Afia giace a terra, ai piedi di uno degli hobgoblin, mentre alcuni dei prigionieri più vicini, indignati e coraggiosi, cercano di scagliarsi contro i loro carcerieri, impediti però dalle corte catene.

Ma i nostri non sono impediti da nulla, e tosto la pugna ha inizio. Khursos si pianta ben saldo sulle zampe e attende la carica del behemoth, mentre grida a Thomàs di non far avvicinare lo stregone. Thomàs ha già l'arco pronto e scocca proprio in direzione dell'hobgoblin, ferendolo. Frattando Adrian gira largo e tenta di raggiungere Afia. E Geov? Nella fretta i compagni si accorgono che non è con loro, probabilmente è rimasto indietro, ma non è questo il momento per cercarlo.

Il behemoth e i due hobgoblin si lanciano su Khursos che, aiutato anche da Kraintz la minotaura, non fatica a tenerli a bada. Con una sensazionale mossa il condottiero afferra per il possente collo il behemoth e, con mossa secca, lo getta a terra. La bestia cade con fragore e la sua stessa mole gli rende difficile rialzarsi e contrattaccare.

Intanto Adrian raggiunge Afia e le presta le prime cure. La donna riprende conoscenza e Adrian, dopo aver speso parole di conforto anche per i prigionieri, torna ad occuparsi della battaglia evocando l'aiuto divino.

Thomàs risponde bene agli ordini e impedisce allo stregone di avvicinarsi abbastanza per eseguire i suoi malefici: l'hobgoblin morirà a diversi metri dal ranger, trafitto da molte frecce.

La battaglia volge al termine. Kraintz viene colpita più volte dai due hobgoblin ma infligge a sua volte dure ferite. Il behemoth non riesce ad essere pericoloso e deve cedere ai colpi di Khursos e Thomàs. Una volta abbattuta la bestia, finire i due soldati umanoidi è poco più che un esercizio accademico.

I prigionieri vengono liberati. Sono gli uomini di Rivarossa, catturati due sere prima in occasione della caduta del loro villaggio per mano dell'armata goblin di un drow e venduti poi agli hobgoblin. A Rivarossa hanno lasciato le loro case e le loro donne, e la disperazione, unita a fame e sofferenze, regna sovrana. Adrian cerca di consolarli come può, promettendo loro un piccolo rifugio al mulino Chandler e l'occasione di una rivincita, dopodichè segue Kraintz verso la misteriosa Bocca di Baash, un monumentale arco di pietra in totale rovina. Kraintz tuttavia sembra soddisfatta e guarda le pietre logorate con commozione e soddisfazione. "Non siamo giunti tardi. Mira la Bocca di Baash!" dice solenne ad Adrian, che tenta di simulare una cerca ammirazione.

Thomàs intanto va in cerca di Geov, che manca all'appello da inizio seduta. Tornando sui suoi passi si insospettisce notando la grande tenda del capo hobgoblin. Vuoi vedere che quel furbacchione...

Thomàs entra nella tenda e vede subito diversi forzieri aperti, poi nota il lusso, spropositato per un hobgoblin, dell'arredamento: letto a baldacchino, cuscini, profumi, tappeti.

"Geov? Che ci fai qui?" il tono è leggermente accusatorio.

"Dai aiutami, che è pieno di roba da arraffare!" risponde il compagno.

"Chiamiamo gli altri almeno"

"Uh? ... Si si, fai fai" dice Geov, impegnato a contare monete e leggere fogli e documenti da una scrivania.

Thomàs fuori trova Adrian: ha portato Afia e gli altri nel campo, vicino ai fuochi, per scaldarsi e recuperare le armi degli hobgoblin caduti.

"Vieni dentro che c'è il tesoro. Dov è Khursos?"

"Non lo so, credevo fosse con voi. Mi sono allontanato un attimo con la minotaura"

"Anche io me ne sono andato, volevo trovare Geov"

Ed ecco che una freccia si pianta vicino al piede di Adrian. I riflessi allenati di Thomàs identificano subito la figura ingombrante di Khursos che cerca di acquattarsi sul tetto di un edificio. Il tiro, giudica il ranger, era mirato a ferire e ha mancato il bersaglio solo per un errore di mira.

"Sai che quello inizia a preoccuparmi? Non è a posto"

"Sì, da quando Geov ha trovato simpatia con la ranger prosperosa è cambiato"

"E' nervoso, vero?"

I due si avvicinano.

"Khursos? Ma che fai? Dai, vieni giù!" Cercano di dire con voce tranquillizzante.

Il condottiero, scoperto, si alza in piedi e si butta dal tetto, cadendo rovinosamente al suolo dopo quattro metri di volo. Qui, riverso a terra dolorante, ride in modo incomprensibile, la faccia nella polvere.

"Dai su, non fare così, rialzati" dicono i due compagni con fare accomodante, aiutandolo a rialzarsi.

"Voi ve ne andate sempre per i fatti vostri e mi lasciate solo" si lamenta lui una volta in piedi.

"Sì, sì" ripete Thomàs dandogli piccole pacche di incoraggiamento sulla schiena.

"Andrà tutto bene" tenta Adrian.

Raggiunta la tenda, il gruppo provvede alla spartizione del tesoro. Vengono trovate alcune buone armature e una formidabile spada corta, subito litigata e contesa tra i due ranger.

"Tu non te ne fai niente! Usi l'arco!" dice Geov.

"Uso l'arco perchè non ho una spada!" ribatte Thomàs.

Ma ecco che, da fuori, si odono sinistri rumori. La gente inizia ad urlare e a fuggire. I nostri si guardano con fare interrogativo. Le liti cessano. Thomàs si avvicina all'ingresso della tenda e butta un'occhiata fuori: un drow a cavallo, un grosso essere insettoide con un grande tridente e un energumeno di grimlock hanno fatto la loro apparizione ai margini del campo e avanzano con passo lento e studiato, gustandosi il terrore degli insignificanti umani.

"Oh cazzo!" bisbiglia Thomàs.

"Venite fuori!" intima il drow, fermandosi. Sotto i suoi occhi ci sono i cadaveri di decine di hobgoblin e un gruppo di umani schiavi che, a rigor di logica, dovrebbero essere incatenati ai pali.

"So che siete qui! Venite fuori!" dice ancora, rivolgendosi alla tenda.

Thomàs prende il coraggio a due mani ed esce.

"Eccoci qui!" dice.

"Siete voi gli artefici di tutto ciò?" chiede il drow.

"Sì, e con noi c'è un guerriero formidabile che sterminerà te e tutta la tua razza! Il suo nome è Geov!"

Frattando Khursos, desideroso fin dall'inizio di uccidere il drow (e ancora soggetto ad un'inquietante mania di persecuzione con conseguente perdita di interesse verso la sua fisicità), è già partito. Accompagnato da Kraintz esce fuori dalla tenda mentre Thomàs pronuncia la sua frase, ma le orecchie del draconide non ascoltano la voce del compagno.

"Sei tu questo Geov di cui si parla?" gli chiede il drow con una involontaria quanto crudele ironia. Khursos si ferma, leggermente spiazzato dalla domanda.

"Sì?" risponde.

"Bene. E allora muori!"