Il Male antico, episodio III

#32: Capitani Coraggiosi

Quella mattina è Thomàs a svegliarsi per primo. Due ranger passano in silenzio a fianco a lui con un cenno di saluto, diretti a dare il cambio della guardia.

Thomàs vede uscire da una casupola un Adrian alquanto assonnato. Poco dopo viene raggiunto anche da Geov. I tre parlottano finchè anche Khursos, dormiente lì a fianco, non si sveglia.

L'argomento è la partenza imminente.

"Dove dobbiamo andare?" chiede Adrian sbadigliando.

"Dobbiamo andare dai nani! A est! Gli riportiamo la roba trovata nel covo del drow!" suggerisce Khursos. Adrian annuisce, convinto.

"Ma cosa dici? Dobbiamo raggiungere Zimmerman e aiutarlo a continuare la guerra!" dice Thomàs.

"Veramente dobbiamo riportare questa gente a Rivarossa" sostiene Geov, pensando "non che me ne freghi qualcosa, ma Tesla ha talmente tanto insistito..."

Nel frattempo si avvicina anche Afia (Thomàs nota che compare uscendo dalla stessa casupola dalla quale è uscito Adrian...). Capta qualcosa a proposito di Rivarossa e subito si accende:

"Aiuterete la mia gente a tornare alle proprie case?!? oh, grazie!"

"Non rompere" la zittisce Geov, contrario per principio alle idee della giovane maga.

Inizia qui una accesa discussione su cosa fare. Alla fine prevale la via di Thomàs, ma con una piccola variante: bisogna tornare da Dren, al covo segreto, che tanto è sulla via per Umosa. Da lì si vedrà se raggiungere o meno Zimmerman ad Umosa, sempre che sia ancora lì, ed eventualmente capire come è la situazione a Rivarossa: in caso di via libera, si manderà qualcuno ad avvisare Afia che provvederà al trasferimento dei suoi paesani.

"Oh, grazie, Adrian mio" dice lei, quasi in lacrime, "so quanto questa decisione ti ferisca, poichè ti allontana da me! Ma è senz'altro la scelta giusta... non temere, io ti attenderò e potremo finalmente sposarci!"

"Ehm... sì, sì, ovviamente, mia cara" risponde Adrian dandole un paio di leggere pacche sulla spalla, sotto gli sguardi sgomenti dei compagni.

"Occorrerà avvisare Tesla!" propone Thomàs, che già si alza per andarla a cercare. Ma la mano di Geov sulla sua spalla lo trattiene. "Non occorre" dice, accomodante.

"Ma è lei il capo qui, sarà qua attorno... sarà..."

"E' nella sua torre, e dorme" dice Geov.

"Uh... oh..." afferra Thomàs, e va a stringere le cinghie delle borse al suo cavallo.

Ed è così che i Nostri partono per il bosco dei ranger. Qui giunti scoprono che il nascondiglio segreto è abbandonato. Di recente, sostiene Thomàs, "e senza troppa fretta" aggiunge, notando chiari segni tra le tracce.

"Dunque non erano inseguiti"

"Sembrerebbe di no, e ad ogni modo qui ci sono solo le loro tracce, e puntano a nord"

"Dove rimane Umosa di preciso?" chiede Khursos.

"A nord, dritto dritto"

"Mmm... continuo a dire che dovremmo andare ad est dai nani" dice il condottiero.

"Già... dietro quei furti devono esserci i mercanti" sostiene Adrian.

"Per tutti gli dei!" bestemmia Geov, incamminandosi con passo deciso verso nord.

E così, nell'armonia, tutto il gruppo sceglie la via del nord. Lungo la strada, una volta fuori dal bosco, Thomàs si accorge che un paio di cavalieri si sono sganciati dal convoglio e hanno preso per nord-est.

"C'e Rivarossa da quella parte" dice.

"Saranno andati in avanscoperta a vedere la situazione". Si procede.

Sul fare della sera viene raggiunta Umosa. E' un villaggio piccolissimo, squallido, quasi deserto. I segni di una recente battaglia e di una ancor più recente ricostruzione sono ovunque. Un ragazzino indica al Gruppo la locanda del villaggio. "Dren e il comandante sono là dentro" dice.

La locanda, che sembra aver conosciuto giorni migliori, ospita davvero al suo interno Dren e Zimmerman. Fatte le opportune presentazioni e resi i vari rapporti ci si concentra su quali passi compiere.

"Rivarossa va presa al più presto" dice Zimmerman.

"Ma abbiamo pochi uomini, e male addestrati" dice Dren.

"Pochi quanto?" chiede Geov.

"Tolta la quindicina che sta con Zimmerman e la trentina che segue me, restano gli abitanti di Umosa... forse in dieci saranno capaci di menare l'aria con un forcone" dice Dren.

"Noi abbiamo quaranta uomini che attendono al mulino Chandler. Li faremo chiamare, saranno qui in tre, quattro giorni al massimo, e combatteranno per il loro villaggio!"

E così verrà fatto. Nei giorni di attesa Geov prenderà in mano i dieci uomini di Umosa e tenterà di insegnare loro a schivare i colpi del nemico, a muoversi nel terreno insidioso della battaglia, a rafforzare i loro muscoli e a resistere al dolore e alla paura. Anche Thomàs si accingerà ad istruire un gruppo di quindici ranger a lui affidati, insegnando loro a muoversi furtivi al fianco del nemico. Adrian metterà le sue conoscenze a disposizione delle truppe, insegnando loro le tecniche del primo soccorso. Dopo tre giorni giungeranno gli uomini di Rivarossa, e Khursos, ai quali verranno affidati, cercherà di insegnare loro ad obbedire agli ordini nel caos della battaglia.

Finchè l'alba del giorno della battaglia giunge.

Nelle lunghe serate di vigilia i Nostri assieme a Zimmerman hanno studiato il terreno, tentando tattiche e manovre accerchianti, ma senza successo.

"Ci vedranno arrivare da lontano" dirà Zimmerman, "e passare dal lago è escluso"

"Saremmo dei bersagli perfetti" converrà Geov.

Ora gli uomini marciano lungo i loro campi coltivati e abbandonati. Raggiungono la vista di Rivarossa. Alcuni stringono in mano aste di legno appuntite, le stesse che Thomàs ha fatto loro preparare in quei giorni. "Le useremo come giavellotti per una prima carica" disse.

Ed ecco che il loro ex villaggio, Rivarossa, inizia a vomitare le schiere del nemico. I cavalleggeri di Dren, nelle serate alla locanda, avevano parlato di una sessantina di goblin e una quarantina di orchi, cento nemici contro le poche forze a disposizione degli Uomini.

Ma ora nella piana si stanno riversando sessanta goblin arcieri, quaranta fanti, una squadra di trenta orchi e un'altra di venti, questi ultimi grossi orchi di collina.

Geov nota la paura negli occhi dei suoi dieci uomini. Anche lui ha seguito con attenzione ed apprensione i movimenti degli orchi durante il loro schieramento: a malincuore li ha visti posizionarsi proprio davanti a sè.

"Non abbiate paura!" dice ai suoi, "Siete preparati a qualunque cosa esca fuori da quelle fila!" dice, indicando la massa nemica, "Lance, asce, spade! Ci feriranno, ci trafiggeranno, ci uccideranno! ma NOI uccideremo LORO!" urla, in preda ad estasi pre-battagliera, dimentico per un attimo di parlare a dei contadini e non a dei fieri guerrieri.

E la battaglia ha inizio. Le corde degli archi vengono lasciate e le frecce sibilano nell'aria del mattino. A decine cadono i goblin, mentre pochi tra i ranger vengono colpiti.

Geov guida i suoi alla carica contro le forze schiaccianti degli orchi, spalleggiando Zimmerman, mentre Khursos procede con più circospezione facendo avanzare lentamente i suoi in posizione difensiva. Thomàs tenta di portare la sua squadra sul fianco del nemico, ma le loro frecce stentano a raggiungere il bersaglio.

Gli orchi caricano a loro volta, infrangendosi come onda sulle corazze del gruppo di Zimmerman. Giunge poi la carica del comandante Geov: i suoi uomini, impauriti e un po' indecisi, rompono le fila e finiscono con lo sparpagliarsi in mezzo al nemico, correndo alla disperata. Geov riflette se tentare di ricomporli o se lasciarli attaccare di propria iniziativa, e alla fine sceglie la seconda.

Intanto il gruppo di orchi di collina sta marciando deciso verso gli arcieri di Dren, e in breve li raggiunge, iniziando ad uccidere. Nei pochi minuti successivi Geov vede i suoi dieci uomini, disorganizzati e dispersi, cadere a terra sotto i colpi degli orchi e si trova improvvisamente solo in mezzo ad una decina di nemici, accerchiato.
Ed è qui che sfoggia la sua nuova mossa: come una trottola rotea su se stesso, un turbine di metallo affilato e mortale. Gli otto orchi vengono letteralmente investiti e sparati vari metri lontano da Geov la Furia Rotante e cadono a terra, morti.

Adrian intanto si muove in autonomia per il campo, lanciando incantamenti da battaglia e curando i feriti, mentre Khursos lascia i suoi quaranta uomini chiusi a scatoletta e avanza da solo verso gli orchi di Zimmerman, sfoderando un prodigioso soffio velenoso che ne abbatte una ventina. I goblin arcieri vengono sterminati dai ranger, mentre i quaranta di fanteria finiscono col trovare la morte tra le lame dei guerrieri di Zimmerman, anche se pure questi hanno subito pesanti perdite ad opera degli orchi.

Geov intanto torna correndo da Dren e da il suo contributo anche nel debellare gli orchi d'elite. Quando l'ultimo gruppo di orchi va in rotta, il loro capitano fugge correndo verso il lago. I ranger finiscono i quattro orchi rimasti privi di guida, mentre Geov, indomito, parte all'inseguimento.

L'orco corre veloce, ma Geov Piè Veloce lo raggiunge.

"Che vuoi, dannato?!" esclama l'orco col fiatone.

Geov sogghigna. "La tua vita!"

Adrian dice:

Una parola per descrivere lo scontro ? Epico!

 

 

geov dice:

bisognerebbe fare una sezione nuova dove si raccolgono tutte le nuove apostrofazioni di Geov......solo in questo report ce ne sono 2........