Il Male antico, episodio III

#37: Là dove osano i ranger

Lord Aaron di Harkenwold abbassa la spada e riprende fiato. I suoi cavalieri sono ormai rientrati nei ranghi e il gruppo di orchi è stato quasi del tutto sgominato. Ne sopravvivono una decina vicino agli uomini comandati dal draconide. Aaron si concede uno sguardo attorno.

"Chierico, guardate là!" dice, richiamando l'attenzione di Adrian, lì vicino, e indicando la fortezza.

Le porte di Forte Martello sono nuovamente aperte. Mentre ancora i nani zombi avanzano al seguito del loro demoniaco condottiero, la fortezza rigurgita nella piana altre creature. Un centinaio circa, impossibile stabilirne la natura da così lontano. Dietro di loro torreggia un grosso ettin. Il gigante bicefalo si batte il petto e lancia un muto urlo appena annusa l'odore della battaglia. L'ultima armata dell'esercito della Regina si riversa giù dalla collina, ma la porta resta aperta.

"Ci arriveranno addosso con tutti i demoni del loro Abisso!" commenta lord Aaron.

E proprio allora dalle possenti porte di pietra esce una creatura volante.

"Un drago!" urla qualche cavaliere, terrorizzato.

Anche Khursos sta guardando in quella direzione. "Non è un drago", dice tra sè, riconoscendo la pur temibile viverna. Il mostro esce dalla fortezza e si libra in alto, perdendosi del torbido cielo invernale.

Poi la terra inizia a tremare. Gli uomini si guardano attorno. Che altro sta per accadere? I ranger di Dren si voltano. Ancora lontano, verso est, si leva un muro di polvere.

Ma non c'è tempo da perdere. Gli zombi avanzano e diventano facili bersagli per le frecce dei ranger.

Khorin guida i suoi verso il demone, rianimato da un micidiale impeto di vendetta. I nani riversano sul demone tutto il loro odio e per questi non vi è nulla da fare. Il resto degli zombi troverà riposo definitivo ad opera della fanteria di Harkenwold.

Ma ecco che i cento nuovi guerrieri raggiungono la battaglia. Sono grimlock, e l'Esercito di Liberazione inizia a vedersela male. I grimlock si separano in due gruppi: cinquanta verso la fanteria e cinquanta verso il gruppo di Zimmerman e Geov. Khursos decide di muovere i suoi, ma proprio in quel momento la viverna plana dal cielo sul suo gruppo. La bestia è cavalcata da un individuo. Delle parole oscure aleggiano nell'aria e l'attimo dopo quasi tutti gli uomini di Rivarossa sono intrappolati in ragnatele
spettrali.

In pochissimo tempo gli uomini intrappolati iniziano a soffocare e ad accasciarsi a terra, ma la scintilla della vita è ancora accesa in loro. L'odore della terra, la loro terra, per la quale stanno combattendo, ne rianima la maggior parte. Con grande prova di coraggio in molti riescono a liberarsi dalle ragnatele e a seguire il loro condottiero.

Frattanto i grimlock sono stati ingaggiati dai fanti, dai nani e dai cavalieri, e tutte le fazioni stanno ricevendo la loro dose di botte.

A vedersela peggio di tutti è il gruppetto di Zimmerman: circondati da quasi sessanta grimlock, i guerrieri di Altarupe oppongono una eroica resistenza per un paio di assalti, ma infine scompaiono sotto la massa brulicante del nemico prima che gli alleati possano raggiungerli. Così cade Hans Zimmerman di Altarupe, Capitano della Guardia.

Dalle retrovie si ode una fragorosa esplosione. Chi si gira riesce solo a vedere la figura mostruosa della viverna riprendere quota, mentre un denso fumo si leva al posto di una intera unità di arcieri, proprio là dove una palla di fuoco piovuta dal cielo ha trovato materia contro cui impattare.

"Noooo!!!" urla Thomàs, poco distante, e tende il suo arco verso la viverna. Il mostro viene colpito e lancia un urlo di dolore. Compiendo alcuni giri in tondo, la viverna plana verso terra, toccando il suolo davanti a Thomàs, proprio in mezzo agli arcieri. Immediatamente si sprigiona una nube di veleno che investe i ranger, abbattendone molti e ferendo lo stesso Thomàs. Le parole dell'incantesimo del drow a cavallo della viverna sono ancora nell'aria mentre questi fissa il suo sguardo di sfida sul ranger.

Thomàs reagisce e tira con l'arco, mancando però il bersaglio. Ecco però che qualcosa accade: il polverone da est si è ormai avvicinato abbastanza per distinguere qualcosa... una figura taurina in una splendente armatura dalla foggia antica alla guida di un nutrito gruppo di minotauri. Il drow intuisce il pericolo e da ordine alla viverna di spiccare il volo, abbandonando per il momento la sua preda umana. Ma Thomàs non ci sta.

Corre e con un salto raggiunge la viverna, ne sopporta un morso e si aggrappa sul suo dorso, proprio davanti al drow. Poi tende il proprio arco e scocca un micidiale colpo a bruciapelo che non può mancare il drow. Questi emette a sua volta un bruciante raggio velenoso dal palmo della mano e anche Thomàs viene colpito in pieno. La viverna si alza in volo con grande rapidità, portando con sè i due cavalieri.

Dall'alto Thomàs non riesce a vedere gli uomini della fanteria assaltare in più riprese l'ettin ed abbatterlo come con una vecchia quercia. Non vede Geov e la sua Mano assalire i grimlock. Non vede gli uomini di Rivarossa resistere ad un assalto del nemico, cadere e rialzarsi nuovamente, guidati da un incrollabile spirito patriottico. Non vede i grimlock venire circondati da fanti, cavalli e cavalieri.

Vede solo il drow sanguinante ad un palmo dal suo naso, gli occhi crudeli e l'espressione infastidita per la sua sgradita presenza.

Dal basso, i pochi ranger rimasti in piedi osservano con ansia la scena aerea. Ma sono costretti ad assistere proprio a quel che non vorrebbero vedere. Una figura viene gettata oltre il corpo della viverna e inizia a precipitare verso il suolo. Un raggio velenoso la raggiunge e la colpisce in aria. Thomàs è ancora cosciente lungo tutta la caduta, lo vedono gesticolare, toccare qualcosa che porta addosso.

Pochi metri prima di toccare terra sembra quasi rallentare e trovare la posizione eretta, ma deve essere un illusione ottica: l'attimo dopo il ranger è a terra, privo di sensi. La viverna vola verso la montagna e scompare.

I ranger corrono da lui. Grazie agli insegnamenti di Adrian sono in grado di prestare un primo disperato soccorso, e grande è la loro sorpresa quando scoprono che i danni subiti dal loro tei sono tutto sommato lievi.

"E' vivo, ce la farà!" dice chi è chino su di lui. "E' un miracolo!"

Ma la mano inerte di Thomàs è ancora stretta attorno al medaglione che comparve al suo collo in una ormai lontana notte di Altarupe. Sì, proprio quella in cui un paralitico sodomita veniva assassinato nel suo letto. Sì, esatto, proprio quella in cui Thomàs, per una curiosa casualità, si gettò fuori dalla finestra della stanza del suddetto paralitico, dal secondo piano di una ricca villa, e non si fece nulla.

dice:

Questo è il bardo professionista che tutti ricordiamo!!!
Cavolo non credevo fosse così grossa la viverna!!!!
QUello che ha tra le grinfie è il cavallo bianco di Khursos?

Cory dice: Una lacrima versata

 Come non citare:

"Così cade Hans Zimmerman di Altarupe, Capitano della Guardia." 

... il VERO capitano della guardia...