Il Male antico, episodio III

#44: Lo Scontro Finale

 

Dopo qualche attimo di indecisione, i Nostri decidono di tornare da Khorin ed avvisarlo del fato di suo padre. Si torna quindi alla Sala dei Giganti e qui, a sorpresa, vedono un nano che zitto zitto cerca di svignarsela portandosi dietro un grande sacco.

Geov non ci pensa due volte: con scatto felino raggiunge il nano e lo attacca, confermando che si tratta di Nalin, o qualunque cosa sia. Nalin cerca di contrattaccare con una finta che non coglie impreparato il nostro ranger, quindi diventa invisibile!

Ma Khursos, ben lontano e quindi fuori dall'area di effetto del trucco del nano, lo vede perfettamente. Punta l'anello nella sua direzione e scaglia una palla di fuoco. Il nano, ferito e sbruciacchiato, cerca di rimettersi in piedi ma tra un colpo di Geov e una freccia di Thomàs crolla a terra, morto.

Ed ecco che il suo corpo muta forma! Le sembianze del nano rapidamente mutano: il corpo si allunga e si snellisce, la pelle si fa più grigia, scompare la barba. Geov lo esamina.

"Un doppelganger!" sibila.

Qualcuno nel frattempo ha già aperto la sua sacca: dentro si trovano numerosi abiti di ogni foggia e taglia: da nano, da drow, da mercante umano, da schiavo. Ma anche preziosi monili, un pugnale magico e un'arco composito di insolita potenza.

"Dunque è così che termina tutto?" chiede una voce stanca alle loro spalle. I nani che li accompagnavano già l'avevano visto arrivare e si erano scansati. A parlare è Khorin. Guarda il cadavere del doppleganger con distacco.

"Mio signore!" esclama Koin.

"Ditemi di mio padre" chiede Khorin, non troppo lucido.

"Mio signore, come fare a sapere..."

"Lo so e basta! Non sareste qui se non lo aveste trovato. Ditemi come è morto"

"Ma non è morto!" dice Geov, e i Nostri raccontano al principe la loro storia illustrando la condizione attuale del re dei nani.

"Un Aboleth?! Qui? Ma è terribile!" si scuote Khorin, poi sembra recuperare ogni forza. "Dobbiamo andare subito da lui! Portatemi da mio padre!"

E così si torna di sotto. Giunti nella galleria di Muraugh, Khorin quasi inizia a correre. Adrian ha notato una luce inquietante nei suoi occhi, una fiamma febbrile, prima avvisaglia di una imminente pazzia.

Ed infatti si palesa quasi subito l'intenzione di Khorin di affrontare da solo Aboleth, padre e servitori del mostro.

"Ma Khorin ragiona! Siamo deboli, e quello è forte! Tuo padre non è in pericolo!"

"Devo parlare con lui! Devo farlo rinsavire!" sbotta il principe.

"Khorin, amico mio..." inizia Adrian, "guarda che gli altri hanno ragione. Riposiamoci... tuo padre è in buona salute, ha atteso tante settimane, qualche ora in più non gli farà certo male... Su dai, vieni e siediti"

Khorin, controvoglia, si lascia convincere dalle parole semplici di Adrian, si siede e accetta di attendere la durata di un riposo.

Quando scatta l'ora, però, è il primo a scattare in piedi.

"Andiamo ora!" dice. E si va.

Giunti all'apertura sulla grotta sommersa Thomàs scende in avanscoperta e vede due figure di nani nell'acqua, poco distanti dalla riva. Una di esse è Thormin. L'attimo dopo sente qualcuno arrivare di corsa alle sue spalle: è Khorin che, dopo aver strappato dalle mani di Koin l'ascia del berserker, corre all'impazzata verso quello che una volta era suo padre.

Il principe è chiaramente fuori di sè, la visione della creatura anfibia in cui si è trasformato suo padre è sinceramente troppo per il suo attuale stato mentale. Thomàs lo capisce e cerca di bloccarlo.

"No Khorin!" dice mentre lo placca e lo trattiene, ma il nano non lo ascolta e tenta di liberarsi. Le creature alle sue spalle emettono lugubri versi di richiamo e Thomàs decide di lasciare il nano: avrebbe ben poco senso restare entrambi bloccati mentre il nemico attacca!

E il nemico, in effetti, non ci pensa due volte. Khorin, una volta raggiunte le due creature anfibie, manca il bersaglio ma viene colpito da entrambi con potenti malrovesci che quasi lo rendono sanguinante.

A questo punto anche gli altri scendono e si uniscono alla mischia. Una terza creatura anfibia emerge dalle acque dopo che Khursos lancia la sua palla di fuoco. Il tempo di qualche schermaglia, con Geov già in prima linea, quando ecco che l'Aboleth si manifesta: il grande pesce emerge dalle acque tra spruzzi, sbuffi e schizzi. Geov, lì vicino, viene investito da una sostanza viscosa che rende difficili i movimenti.

L'Aboleth viene colpito da una palla di fuoco di Khursos e dal suo successivo soffio velenoso, ma le armi tradizionali faticano a trovare un varco. L'unico ad avere la meglio è Thomàs: la sua freccia colpisce il mostro là dove fa male, e la creatura per tutta risposta lancia contro il ranger una sfera di energia psichica che ferisce e frastorna il Nostro.

La creatura avanza ignorando i colpi di Geov e lancia in mezzo al gruppo una bolla di energia che colpisce tutti. L'effetto principale, oltre a qualche danno cerebrale, sembra essere l'immobilizzazione delle gambe.

Ma il nemico non riesce a trarre grande profitto da questo vantaggio poichè i Nostri sono ormai Leggendari. Gli effetti immobilizzanti vengono smaltiti subito e si torna all'attacco. Le creature anfibie soccombono, resta in piedi solo Thormin. Geov attacca e finalmente morde: con un critico rende la vita molto più incerta per l'Aboleth. Anche Thomàs, in gran forma, mette a segno un nuovo critico. Ma l'Aboleth non ci sta e ribatte sferzando Geov non una ma ben due volte. Alla seconda sferzata il Nostro cede ad un pesante stordimento e l'Aboleth ne approfitta per dominare la sua mente.

Khursos avanza nell'acqua per attaccare il mostro ma si trova a fare i conti con Geov, che lo attacca, comandato dall'Aboleth!

"Geov! Torna in te! Torna in te!" urla Khursos, schivando gli affondi del compagno. La debolezza di Geov dura solo pochi istanti: quasi subito si rende conto di cosa sta facendo e torna a dirigere i suoi attacchi contro il mostro con rinnovato vigore.

L'Aboleth tenta un'ultima resistenza, ma il Gruppo lo sovrasta. Il finale è una grandinata di colpi che si abbattono sul suo corpo ormai molle e flaccido, quindi nella grande caverna torna il silenzio.

"Thormin?" chiede Thomàs. Ma Thormin giace nell'acqua, immobile.

"Devo averlo colpito una volta di troppo" ammette Geov.

Khorin è tornato a riva. L'ascia è abbandonata a terra, lo sguardo nuovamente assente.

 

Saggio dice: Adrian L'uccisore

Adrian l'uccisore di Nani

Adrian l'uccisore di Re