Il Male antico, episodio III

#45: WTF?!?

I Nostri sono nella caverna sotto la fortezza dei nani. Hanno appena scolpito la parola FINE sui mali che attanagliavano la Valle: gli eserciti della Regina sono stati sgominati, la Regina e i suoi servi uccisi, il nocciolo dell'avvelenamento mentale del re, il perfido Aboleth, è stato sconfitto... sembrerebbe che tutto sia finito quando accade l'inspiegabile.

Geov vede un vascello navigare nel lago sotterraneo. Anche gli altri lo vedono. Il vascello procede nelle acque placide. Thomàs chiede a se stesso, come stesse sognando: "ma siamo ancora sotto terra vero? questo lago non ha sbocchi emersi vero?". La risposta ad entrambe le domande, naturalmente, è affermativa. Eppure il vascello è lì: apparso come dal nulla, naviga in mezzo ad una bizzarra nebbia che va infittendosi sempre più.

Sul vascello i Nostri scorgono un uomo a prua: si direbbe il comandante, anche se veste in modo fin troppo elegante. A poppa invece vi sono quattro figuri: un uomo in pesante armatura, un energumeno coperto alla meglio da una tunica nera, un ragazzo il cui unico equipaggiamento sembrano essere i pochi vestiti che indossa e quello che ha tutta l'aria di essere un mago, seppur giovane.

Thomàs cerca conferma di quello che vedono i suoi occhi chiedendo a Koin, ancora lì per terra a consolare il suo principe e ora re. Ma le parole di Koin gli giungono ovattate, come provenissero da molto lontano... la vista stessa del ranger si annebbia, tutto sembra sbiadirsi, perdere consistenza. Thomàs cerca con lo sguardo i suoi compagni: neanche loro hanno l'aria di passarsela troppo bene. La nebbia aumenta. Sale, sale, sale e nasconde ogni cosa.

Poi, altrettanto rapidamente, diminuisce. Ora i nostri non sono più nella caverna, sotto il regno dei nani, ma in una oscura palude. L'aria è densa e pesante. Tutto intorno si vedono solo acquitrini melmosi e l'unico punto asciutto sembra essere il sentiero su cui stanno i Nostri, un sentiero che corre ben deciso verso un punto, più avanti.

All'improvviso odono dei rumori tra gli arbusti e le pozze. Due figure si stanno avvicinando, si direbbero due uomini piuttosto corpulenti. I Nostri stanno all'erta e attendono i nuovi venuti, che puntano proprio verso il sentiero.

Quando giungono, grande è la loro sorpresa nel trovare i Quattro.

"E voi chi siete?" chiede quello in testa, un grosso umano vestito di parti eterogenee di armature varie. Nella mano ha una corta spada dalla lama larga.

"Chi siete voi!" ribatte Geov. E si viene a sapere che sono Antheus e il suo compagno mezzorco, due guerrieri del regno di Thayn. I nostri si guardano: nessuno ha mai sentito parlare di questo luogo.

"Stiamo inseguendo ***, il drago rosso. Lo abbiamo affrontato già in due scontri ed entrambe le volte ci è sfuggito. All'improvviso ci siamo trovati in mezzo a questa palude: senz'altro un suo trucco!"

Ma, mentre Antheus termina la sua spiegazione, il suo compagno mezzorco drizza le orecchie: come lui, anche Thomàs e Khursos hanno sentito un rumore lungo il sentiero, nella loro direzione. Poco dopo il rumore di un cavallo al galoppo è udibile da tutti, finchè dall'orizzonte compare la figura di un cavaliere avvolto in un mantello rosso.

Il cavaliere li raggiunge e arresta il suo palafreno.

"Levatevi di mezzo! O siete forse servi di Sif-Naran?" chiede la strana voce del cavaliere. Thomàs nota il grande arco che porta a tracolla.

"Chi è Sif-Naran?" chiede prudentemente Khursos.

"Lo stregone! E chi altri? Dunque siete suoi servi?"

"Ma quale stregone! Ma che succede qui?" sbotta il draconide. Ma in quel momento qualcuno impreca in modo colorito. Dagli acquitrini sbuca fuori un cavaliere senza cavallo, bagnato fradicio e piuttosto nervoso.

"Oh, perfetto!" esclama notando la combriccola già radunata. "E voi chi sareste? Qualche sorta di viaggiatori planari?"

Tanta schiettezza lascia tutti un po' sbalorditi e il cavaliere ha tempo per uscire dalle pozze e raggiungere il sentiero.

"Dunque? Stavo combattendo con il mio compagno sulla spiaggia contro un demone dalla frusta di fuoco, quando quello esplode e boom! mi ritrovo qui in questa palude. Certo che è tutto molto strano in questo Piano. Conoscete Radvaar?"

"Chi?" chiede Khursos, che ancora cerca di dare una connotazione a *** e Sif-Naran.

"TU chi sei?" chiede Geov.

"Io sono Valigar di Camiden, ma probabilmente questo vi dirà poco perchè Camiden sta su un altro Piano"

"Non hai visto un drago rosso venendo qui?" chiede Antheus. Valigar scuote la testa.

"Sif-Naran fugge e voi mi fate perdere tempo!" sibila il cavaliere rosso, che mostra ora il suo volto: il volto di una tigre.

"Tu sei un Rakshasa!" esclama Geov, poi commenta: "un mezzo demone come te che cerca di insegnare la morale agli stregoni, bella roba"

Il rakshasa lo guarda con astio. "Non sono un mezzo demone! Quelle sulla mia razza sono tutte dicerie nate dall'invidia di voi razze inferiori!"

"E perchè stai in mezzo a noi 'inferiori'?"

"Per mia scelta. Sono un paria, un rinnegato. Ma la mia storia mi appartiene, non è per voi. Io cerco solo Sif-Naran!"

"Non so dove sia il tuo stregone, cavaliere rosso, ma credo che dovremmo procedere lungo il sentiero" dice Antheus, dando voce alla sensazione di tutti.

"Anche voi sentite qualcosa che vi spinge?" chiede Valigar, alludendo ad una sorta di chiamata mentale ad incamminarsi lungo il sentiero. Tutti la sentono, e mentire è inutile.

"Gli dei ci hanno portati qui, ora. Quale sarà lo scopo?" chiede Antheus.

"Nessuno. Ma andiamo, Sif-Naran può essere andato solo in quella direzione" sentenzia il cavaliere rosso, e si incamminano.

Il paesaggio della palude sembra non mutare mai, fino a quando giungono nei pressi di una enorme torre, totalmente fuori luogo.

"E adesso?" chiede Khursos. Adrian raggiunge la porta e bussa, gettando nel panico quanti non lo conoscono. Ma non succede nulla. Adrian bussa di nuovo. Niente. Alla terza bussata le nuvole in alto nel cielo sembrano rispondere: si aprono e dallo squarcio fa capolino una grande stella verdastra. Il chierico, forse impressionato, rinunzia al suo più che collaudato piano e torna nei ranghi.

"La porta è aperta comunque" informa.

"Vado a dare un'occhiata" dice Thomàs.

"Fermo!" lo intima Antheus, "non andrai da solo! Non ci fidiamo di te. Io e il mio compagno ti seguiremo"

"Farete rumore" dice Thomàs giudicando la loro stazza.

"Noi ti seguiremo" ripete il grosso gladiatore. Thomàs fa spallucce e si avvia.

L'interno della torre è pieno di tavoli ricolmi di boccette, alambicchi, pergamene, strani tubi con lenti di vetro e strumenti di misurazione. Alle pareti numerosi arazzi riproducono volte celesti e costellazioni sconosciute a Thomàs.

Il ranger trova le scale che portano al piano di sopra e, ancora stupito per la silenziosità dei suoi due compagni, torna all'esterno e spiega la situazione. Si entra tutti nella torre.

"Andiamo su" dice Khursos.

Il piano superiore è illuminato da una insana luce rossa e qualcuno sta intonando una litania. Come per magia, le pareti, il pavimento e il soffitto scompaiono, lasciando il posto ad un cielo notturno. Unico riferimento spaziale una grande sfera rossa che brucia poco sopra la testa di un uomo, colui che sta intonando la litania, e di due grossi Orrori Uncinati.

L'uomo, visibilmente alterato, punta un dito accusatore contro il gruppo e, blaterando parole di rabbia tra la schiuma che gli esce dalla bocca, si lancia all'attacco, imitato dai due Orrori.

Il combattimento è breve, ma nonostante la schiacciante superiorità numerica del Gruppo, il folle riesce a metterli in difficoltà quando, con un inaspettato potere, paralizza a distanza gran parte di loro.

Quando tutto ha termine la sfera rossa svanisce e il cielo stellato torna ad essere pavimento e mura di pietra. Un uomo in saio giace a terra, a fianco di due Orrori Uncinati.

Valigar lo guarda con sgomento.

"Che c'è? E' morto" dice Khursos, come per tranquillizzarlo.

"Hai sentito cosa ripeteva di continuo?" chiede Valigar.

"Non capivo niente. Sbavava e urlava"

"Diceva Hadar. Hadar è una stella, una stella malvagia. Costui era un Araldo di Hadar. Non è niente di buono"

"Stella malvagia?" chiede incredulo Geov.

"Appartengo ad un Ordine molto particolare. Sono un Osservatore Stellare. Ci sono cose delle stelle che voi non sapete. Esse non sono poi così distanti"

"Procediamo?" chiede Khursos, che nel frattempo ha sentito dei rumori dal piano di sopra.

"Sì, credo sia meglio" rispondo gli altri. Ognuno ha sentito dei rumori, ognuno diversi. Qualunque cosa sia successa sono tutti consapevoli che oltre quella rampa di scale, ad attenderli, c'è il loro Destino.

Incredulo dice: Giga-Dm

Ma l'hai scritto di volata dopo la "protesta"?

La Sedia dice: dimensioni

il dm sarà anche giga, il problema è il peta-chierico

Un lettore accanito dice:

Quando scopriremo cosa accade in cima alle scale ??

un froscio dice: dimensioni 2

ma gli orrori ce l'hanno il pene? quanto è grosso?

dice: Piuttosto

Si potrà leggere la nuova sessione o no? (anche se il DM si lamenta che abbiamo fatto poco..)