Il Male antico, episodio I

#10: Le Pietre Erette

 

Dove gli eroi sconfiggono Kaorio e il suo seguito, costringendolo alla fuga, e giungono al villaggio di Ossington, dove ad attenderli vi sono Sorella Fame e Signora Morte...

Il Cuckoo, Bardo di Ossington

 

La battaglia ha inizio.
Kaorio si dimostra subito avversario tosto e si merita le attenzioni ambo del paladino e del mezzorco, mentre al monaco suo compagno sembrano pensarci la coppia Telonius-Ioram. Ma le sorprese non sono finite qui. Mentre i due guerrieri si rendono conto della sconcertante difficoltà per colpire il guerriero nero, un terzo figuro fa la sua comparsa... esattamente alle spalle del mezzorco: un duergar diventa visibile proprio mentre pianta il suo ugrosh nella schiena del Nostro, proprio sotto gli occhi dell'illusionista. Kaorio se la ride e rinnova gli attacchi contro il paladino, dando sfogo alla sua capacità di Punire il Bene.

 

 

Il combattimento prosegue sanguinoso da ambo le parti e un paio di incantesimi dell'illusionista sembrano far pendere la bilancia dalla parte degli Eroi. Il primo a crollare è il duergar, martellato dai poderosi e continui attacchi del mezzorco che, forte dell'incanto Scudo, non subisce altri danni. Ma gli attacchi di Kaorio si moltiplicano ed egli, tornato in se dopo essere caduto momentaneamente preda della Risata Incontenibile, sferra una sequenza micidiale di stoccate che riducono il paladino in fin di vita (l'Eroe le ha provate tutte per restare in vita, giungendo anche ad un bieco "mi nascondo dietro il cavallo").


 

Nonostante Valigar si comporti più che bene, elargendo danni a iosa, la lotta pare non avere altre sorti: in breve è a terra, finito. In quel mentre anche il monaco nemico però cede, quando un mani brucianti dell'illusionista lo getta a terra in preda alle fiamme. Kaorio compie un rapido calcolo: i suoi alleati sono caduti. Lancia Oscurità e cerca di allontanarsi, ma i Nostri, ben decisi a non farlo fuggire, rispondono con Luce, vedendolo proprio mentre salta in groppa ad un ippogrifo da lui precedentemente richiamato, sua fedele cavalcatura. I due tentano il decollo e Telonius, caparbio, lancia la sua ultima Palla di fuoco... ma la bestia immonda elude gli effetti dell'incanto e l'esplosione non ha altri effetti che coprire la fuga dei due che si dileguano tra le nuvole.

 

Solo il fortino rimaneva inesplorato, a circa trenta metri dai nostri che, quasi quasi, pensavano di tornare a Tunon, dormire, ritornare ed andare finalmente a vedere cosa ci fosse dentro: un'occhiata del DM li convinceva ad andarci subito e il gruppo di incamminava verso la rozza costruzione.

 

Al suo interno trovarono una lettera a Kaorio dalla fantomatica Signora E., già incontrata nella Tana dei Coboldi Infetti... un mistero dimenticato che continuava ad infittirsi.

 

Il mezzorco intanto, curioso, si era inoltrato da solo in un casolare adiacente, aveva trovato una botola e vi era sceso, mettendo a luce un orrendo deposito di ragni giganti gonfi di uova di divora-ragni pronte ad uscire dalle loro viscere... oltre che due divora-ragni ben custodite in gabbie. L'alta intelligenza del nostro lo convinse a distruggere quelle creature moribonde, ma la bassa saggezza gli fece scegliere come metodo un bel mani brucianti: cinque metri sotto terra, senza finestre, in una piccola stanza... il nostro ne uscì intossicato ma felice.

 

Dopo un paio di giorni a Tunon la compagnia decise finalmente di riprendere il viaggio verso la tana del drago: Trenk si prodigava ad indicare loro la via, una strada che attraversava il fitto bosco delle colline fino al villaggio di Ossington... un'oscuro presagio prese allora i cuori dei giovani. Ossington... quel nome era indicato anche nella lettera di Kaorio, e la Signora E. si rallegrava del fatto che ormai quel luogo fosse in loro possesso... certo nulla di buono poteva attendere i giovani.

 

Tuttavia il tempo degli indugi era terminato, ed essi partirono.
La foresta si dimostrò molto intricata, impossibile da attraversare senza la pista, specie con il ripido dislivello delle colline. Passarono due giorni senza incontrare anima viva quando delle grida di terrore lacerarono il bizzarro silenzio dei boschi: un contadino correva loro incontro, disperato. Alle sue spalle un cavaliere in armatura completa lo raggiungeva e, con inaudita crudeltà e ferocia, ne troncava l'esistenza con un unico colpo di spada prima di girare il cavallo ed andarsene. Valigar subito diede di sprone ma il cavaliere in fuga parve sbiadire ed, infine, scomparve. Lungo la via si trovò poi anche un carro con una donna ed un bambino uccisi, i familiari del poveretto.

 

Perplessi, i nostri continuarono giungendo nei pressi di una cappella di preghiera: una voce di donna proveniva dall'interno e il mezzorco, sempre curioso, si affacciò chiedendo chi fosse.

 

<< Sei pronto per la Morte? Sei venuto ad alleggerire la tua anima prima del Nuovo Cammino? >> è l'accoglienza che lo attende. La ragazza all'interno in breve si dimostra una povera picchiatella, che passa tutta la giornata nella cappella a pregare le nove divinità della neutralità che vi sono raffigurate. All'accenno della ragazza alle "Voci che la notte vengono a farmi visita" i nostri decidono di togliere il disturbo e proseguono, giungendo nei pressi della prima fattoria, segno che il villaggio non deve distare molto.

 

Dopo un'accoglienza un po' stentata per via del loro aspetto (Valigar il cavaliere mise un po' a disagio il vecchio contadino, così pure come l'aspetto elfico di Ioram) la compagnia viene fatta entrare e una chiacchierata a cena con Tanasha, la nipote del vecchio, mette in chiaro che Ossington è afflitta da seri problemi: elfi selvaggi sembrano aver preso di mira gli abitanti del villaggio, bersagliati dalle loro frecce ed impossibilitati a coltivare i campi. I piccoli commerci con la fortezza di Tunon non sono più praticabili da quando il Cavaliere, comparso dal nulla, ha iniziato a seminare la morte su chiunque prenda la strada... Ossington vive nell'inedia, la carestia è alle porte e presto dei pochi abitanti resteranno solo le magre carcasse.

 

L'indomani, sempre più inquieti, i compagni si dirigono al paese. Un cerchio di pietre druidiche, sorta di menhir scolpiti molto antichi, ne segna tutta la circonferenza, incuriosendo i nostri. Qui, accolti da una folla cenciosa in cerca di cibo, parlano col capo, un certo Murdows, che ripete la storia già sentita da Tanasha ma, sul più bello, una freccia lo raggiunge al petto, seguita subito da una seconda: in un attimo il vecchio è a terra, stecchito. Gli attentatori sono al perimetro esterno del villaggio e fuggono verso il bosco. Ioram li insegue e vede trattarsi di due elfi selvaggi, ma ne perde le tracce. Di rilievo al villaggio resta solo la torre di Dyson, ex avventuriero, già indicato ai compagni da Murdows e da un bizzarro anziano bardo, un certo Cuckoo, visto tra la folla.

 

Ad aprire la porta della torre si presenta una giovane guerriera dai capelli rossi che, dopo le presentazioni, chiama lo stesso Dyson. Il padrone di casa si dimostra ospitale e cordiale e, per l'ennesima volta, parla dei problemi che affliggono la zona, confidando in un insperato aiuto dei nuovi giunti...