Il Male antico, episodio I

#11: Ombre E Agguati

Dove gli eroi indagano sugli strani avvenimenti di Ossington, cadono nelle micidiali imboscate dei selvaggi Grugach e tentano di interrogare le Ombre dei morti alla ricerca di una risposta alle tante domande...

Il Cuckoo, Bardo di Ossington

 

Approfittando dell'ospitalità di Dyson i nostri si installavano nella piccola Ossington, decisi a far luce sui problemi che affliggevano la comunità. L'indomani, di buon ora, decidevano di perlustrare i boschi dell'intorno nella speranza di trovare tracce dei misteriosi elfi assalitori o del cavaliere.


 

Dopo ore di faticoso avanzamento tra il fittissimo sottobosco giunsero in un punto dove il tetto di rami rendeva particolarmente oscura e fosca l'aria. La luce pareva scomparsa e solo piccoli animaletti accompagnavano il loro errare: esseri pelosi simili a scimmiette che da tempo li seguivano, attirati dalla loro curiosità e dalla generosità con cui gli Eroi elargivano ghiande e altro.


 

Ben presto, tuttavia, il loro numero assunse dimensioni inquietanti. Quando i giovani, sempre più allo sbando e senza una meta (non trovando mai una traccia) stavano quasi per desistere, ecco che il mezzorco incampava sullo scheletro di un uomo. La scoperta ridestava interesse e, ad uno sguardo più approfondito, mostrava strane protuberanze non del tutto spiegabili nell'anatomia umana: accenni di coda, formazioni ossee tipo zoccolo alle mani e ai piedi... e una punta di freccia di pietra nel costato, segno che ad uccidere quella creatura erano stati gli elfi selvaggi.


Le teorie più bizzarre presero a girare tra le bocche dei nostri, quando all'improvviso il paladino mise il piede in fallo, incappando in una trappola a laccio. L'attimo dopo si trovava penzolante a testa in giù, appeso per una caviglia. La marea di scimmiette, improvvisamente, si avventava contro l'intero gruppo, divenendo all'istante un pericolo mortale. Dopo pochissimo tempo le ferite presero a sanguinare copiose e vi era ben poco, apparentemente, che i nostri potessero fare. A rincarare la dose anche alcune freccie lanciate da misteriosi arceri nascosti nella foresta ed un albero animato che, con un solo poderoso colpo, stese l'illusionista portandolo ad un passo dalla morte.


La situazione era disperata, e soprattutto totalmente fuori dal controllo dei quattro eroi. Il mezzorco andava in giusta furia barbarica e, nonostante i fallimenti critici di due 1 di fila, riusciva col suo tremendo aspetto a spaventare gli esserini che fuggivano via. Approfittando di quella tregua momentanea il paladino andava a curare il mago che, giacente a terra, già vedeva le luminose aule dell'Aldilà. Quando questi si riprese finse saggiamente la morte ma, vedendo il terribile albero avventarsi contro il monaco, decideva di lanciare un Mani Brucianti: l'effetto fu immediato. L'albero, sibilando come serpe ferita, ritirò immediatamente l'attacco, immobilizzandosi. Il tremendo grido d'agonia del vegetale fece fuggire le rimanenti creature e i nostri, increduli, furono nuovamente soli.
Seriamente feriti, potevano solo tornare al villaggio, sconfitti.


Recuperate le forze e compresa l'oggettiva difficoltà di proseguire il proprio viaggio verso la tana del drago passando per la foresta infestata, gli eroi decidevano di andare a parlare con Henwen, la druida toccatella del santuario. Qui, dopo un dialogo molto dispendioso in termini di tempo ed energie nervose, il paladino e l'illusionista decidevano di restare fino a notte in preghiera assieme alla druida, in attesa dell'ora in cui, come lei sosteneva, le Ombre sarebbero venute a parlarle. I nostri speravano infatti di trarre informazioni utili dai Morti.


Quando la tetra ora giunse i due giovani, smaniosi di risposte, quasi ci rimasero secchi per aver provocato con le loro stupide domande da Vivi le ire della dozzina di Ombre in cerca di pace. Nel frattempo gli altri due della compagnia non avevano risolto assolutamente nulla, girovagando tra foresta e villaggio.


Tuttavia, non dissuasi dal trovare le risposte tra i Morti, i nostri decidevano di giocarsi l'ultima carta: erano giunti a conoscenza dell'esistenza di un vecchio tumulo sepolcrale a ovest del villaggio e dal dialogo con Henwen, se non altro, avevano appreso chi vi riposasse: a quanto pare si trattava di Seithnar, antico eroe del passato, Signore della Guerra, perito in quelle montagne e ivi sepolto dai druidi. Henwen sostiene che la sua anima non cercava la sua comprensione, come le altre, aggiungendo che "egli ancora cammina tra i Vivi".


Con una bella lustrata al simbolo sacro del paladino i nostri giunsero al tumulo, decisi a trovare l'eroico non morto e ad interrogarlo, o a piegarne il volere fino ad estorcerne informazioni sul passato di quelle terre: prima però, all'ingresso della montagnola ricoperta d'erba, dovettero affrontare il guardiano posto a protezione della tomba dai druidi... un elementale della terra sorse infatti tra loro e l'ingresso.