Il Male antico, episodio I

#20: La Profezia Svelata

Dove gli eroi liberano Querariel sconfiggendo due Demoni delle Catene e fuggono via dalle Caverne del Fuoco. Ad Anque, poi, con gli elfi troveranno la soluzione all'Enigma della Profezia, ottenendo le magiche formule che apriranno la Porta ...

Finarfin, Eroe di Anque

 

Terminato lo scontro, Valigar si china a prestar soccorso al mezzelfo, ancora privo di sensi ma vivo. Nel frattempo i due usufruitori di magia non perdono tempo e passano al setaccio la biblioteca del defunto, trovandovi numerosi scritti interessanti.


 

Telonius, dopo la razzia, utilizza il suo acume furtivo per rilevare eventuali passaggi, trovando così un pulsantino che, una volta premuto, fa scorrere di lato una sezione di muro. Una scala scende e svolta, rivelando un sinistro bagliore rossastro. Decidendo saggiamente di tentare quella via in un secondo momento, i Nostri (col mezzelfo ripresosi ma estremamente debole) si concentrano sul Male che Valigar il Paladino continua a percepire fuori della stanza.


 

Proprio in quel momento dei pesanti passi sferraglianti si fanno udire da quella direzione. Un sano panico prende il gruppo: che fare? Secondo di Paladino si tratta proprio delle fonti del Male (almeno due), in rapido avvicinamento, forse a terminare il lavoro sul fu Hueteotl. Il deficit rappresentato dalle pessime condizioni del mezzelfo, impossibilitato a combattere, impongono un piano basato sull'astuzia.


Non si tira indietro il funambolico Telonius che, con l'illusione di una donna stesa sul letto (sperando evidentemente di avere a che fare con due Demoni Porcelloni), tenta di attirare l'attenzione del nemico mentre Valigar e Zharish si nascondono dietro la porta e Ioram (penosamente) sotto il letto. Purtroppo nessuno entrerà nella stanza: due catene guizzeranno invece verso il letto, colpendo l'illusione che prontamente scomparirà. I due malvagi, astutamente, non entreranno, aspettando fuori gli intrusi.


Buttando a monte tutte le remore, Valigar e Zarish usciranno in carica verso i due sconosciuti: una brutta sorpresa per loro quando vedono che si tratta di due Diavoli delle Catene, due Kyton. L'arma benedetta del Paladino farà il suo lavoro, mentre i colpi del mezzorco inutilmente cadranno sul nemico. Fortunatamente anche Finarfin è pronto e ingaggia il combattimento con un Kyton, lasciando i due liberi di vedersela con un solo diavolo.


Nel frattempo anche gli incantesimi di Telonius si rivelano inutili contro le alte protezioni magiche dei due. L'illusionista decide allora di alleviare magicamente le sofferenze del monaco, lanciando poi Ioram nella mischia (altrettanto inutilmente dati i suoi pugni). Zarish intanto, abbandonata l'ascia, si rifugia nel lancio di qualche dardo incantato, riuscendo un paio di volte a superare le difese del nemico. Col suo aiuto Valigar riesce presto a disfarsi del kyton e accorrere in soccorso a Finarfin.


Terminate le pratiche belliche i nostri si avventano verso la porta da cui sono usciti i kyton e dalla quale, durante gli scontri, aveva fatto capolino la figura massiccia di Kaorio. Entrano quindi in un'enorme stanzone che si affaccia, ad ovest, sul lago di magma. Sull'orlo di questo vi sono Kaorio in groppa ad una strana creatura alata. Questi li schernisce, suggerendogli di abbandonare subito quel luogo o di morire congelati. "Ancora sta storia del congelamento?" si chiedono i Nostri, ma non vi è tempo. Kaorio, per la seconda volta, fugge, lasciando il gruppo con difficile compito di ritrovare Querariel. Nella stanza, degne di nota, solo due rialzamenti a piramide sui quali segni di evocazioni demoniache ancora fanno oscena presenza.


L'unico posto in cui controllare è lo strano passaggio segreto e i sui bagliori sinistri. Dopo una rampa di scale che discendono fino a una stanzetta il gruppo riconosce finalmente la figura dell'elfo Querariel, incatenato a una parete con un elementare del fuoco a fare da guardia Prontamente l'illusionista rende lento il mostro mentre Zaarish lo indebolisce grazie alla magia, il prode paladino lo affronta con il proprio spadone e Ioram, ancora alquanto debole, tenta di colpirlo con delle frecce, ma queste diventano cenere prima ancora di scalfirlo. Lo scontro è breve e presto l'anziano elfo viene liberato.


I nostri si dirigono immediatamente verso l'uscita, e presto capiscono che la minaccia di morire congelati dentro a quel vulcano ha un fondo di verità. Un nuovo corridoio sembra essere sorto in quella che un tempo veniva usata come mensa, e da questo corridoio continue correnti d'aria gelida gettano sconforto nei cuori degli eroi, che saggiamente decidono di uscire al più presto senza soffermarsi oltre.


Il ritorno al villaggio elfico avviene senza particolari problemi. Lungo il cammino il gruppo incontra Breod e Plinia ("banchettavano nel bosco") e, in quella passeggiata salutare, Ioram sembra recuperare più velocemente le forze e la salute. Giunti ad Anque in nostri chiedono (pretendono?) la pergamena con l'incantesimo per sbloccare la porta, ma Querariel risponde che solo chi saprà dargli la giusta interpretazione della profezia, convincendolo, sarà colui che avrà la pergamena.


Inizia quindi una due giorni di sedute con l'anziano elfo e di tentativi di convincimento sui criptici versi che infine portano il loro risultato. La pergamena viene ceduta al gruppo, che riparte alla volta di Camiden.


Senza fare nemmeno tappa ad Odra, dove Breod e Plinia (neo-coppia) pregano gli Eroi di restare almeno per cena, la Strada porta i quattro fino a Cadwy. Qui, concedendosi un riposo, i nostri mercanteggiano come poche volte hanno fatto: armi magiche ed incantamenti volano a raffica, dando mano a tutto il fondocassa di mesi di fatiche presso lo studio del vecchio maestro di Telonius.


Camiden, e soprattutto la Torre di Nedhelor, attendono i nostri, mentre cattivi presagi affollano i loro cuori, simili alle oscure nubi che si ammassano nel cielo di settentrione.