Il Male antico, episodio I

#23: I Monti Tatal

Dove gli Eroi intraprendono l'attraversamento delle impervie montagne a confine tra Corirane e Culwin, incontrando molti temibili nemici e sconfiggendoli ad uno ad uno...

Hjeldin, Mago di Camiden

 

Il mattino dopo, di buon'ora, il gruppo si congedò da Terk e dai cavalieri di Culwin per metterse nuovamente alla caccia degli stregoni rossi. La prima tappa del loro viaggio prevedeva l'attraversamento dei monti Tatal, un luogo impervio e pericoloso, stando ai resoconti di Terk e del capitano Elaim.


 

Giunti in quota, a circa 3000 metri, le cose iniziarono a farsi difficili. Una tormenta di neve li colse e il mezzorco rischiò una brutta polmonite, curata tempestivamente dal paladino. A 4000 metri la tempesta non pareva voler cessare. Quel che sembrava una valanga colpì duramente il gruppo, arrecando ingenti danni a Telonius e al solito Zaarish, che vennero colpiti da grossi macigni.


 

Non vi era però alcuna valanga in atto: quei macigni provenivano da due irsuti giganti del gelo, in piedi su grosse pietre poco avanti. Telonius rispose subito con una palla di fuoco in direzione di uno di questi. Il gigante, ferito, si nascose dietro la sua roccia.


Gli altri risposero al fuoco con armi da tiro, mentre Zaarisch tentò l'avvicinamento sfruttando il riparo delle numerose rocce: fallì miseramente il tentativo (1 col d20...) e si trovò nel bel mezzo del sentiero. I gaganti ringraziarono e lo tempestarono nel round successivo di pietre taglienti, col risultato di portarlo ad 1 PF! Zaarish si tolse di mezzo, strisciando come un lombrico dietro un masso.


Il combattimento ebbe inizio: Valigar raggiunse il suo gigante e ingaggiò con questi una lotta senza quartiere, subendo tremende ferite ma arrecando infine la morte al suo nemico. Telonius si diede da fare a colpi di dardi incantati, mentre Ioram imitò l'amico paladino col secondo gigante.


Quando tutto ebbe fine il gelo della tempesta tornò a farsi sentire: non si poteva proseguire oltre, specie con quelle ferite. Gli occhi acuti di Ioram videro che i passi dei giganti provenivano da una grande caverna poco distante. Decisero di trovare lì un rifugio per la durata della tempesta.


Ioram partì in avanscoperta e dovette fare i conti con i compagni dei giganti: 3 lupi invernali. In un attimo il mezzelfo si trovò a terra, sbilanciato dal primo dei tre, e con gli altri due alla gola. L'intervento dei nostri pose in fretta fine al combattimento e finalmente si goderono il riposo.


Ioram si accollò i turni di guardia, non necessitando il suo corpo del riposo materiale, e scorse un'ombra scura volare veloce oltre loro, come un grosso rapace.


Il viaggio proseguì e finalmente si abbandonarono le alte quote per iniziare a scendere verso l'altro versante: le pianure del marchesato di Culwin si spiegarono sotto lo sguardo dei nostri, che videro in lontananza il nastro argentato del fiume Erinin e le numerose foreste che vi giungevano dalle pendici dei monti.


In breve si trovarono a camminare in una fitta boscaglia e qui, sul far della sera, udirono i lamenti di una vecchina. Costei si era spinta troppo oltre la sua casetta a cercar funghi ed erbette, ed ora temeva di tornarvi da sola per via dei numerosi lupi presenti nella zona. Il gruppo si prestò ad aiutarla e questa promise alloggio e cena.


L'amabile vecchina pareva rispettare a pieno il copione della strega cattiva con i bambini persi nel bosco, ed ancor più contribuì la sua casetta in mezzo alla foresta, solitaria, con tanto di tumulo del marito scomparso.


Valigar a questo punto, oltremodo insospettitosi, ricercò le fonti maligne trovando la vecchina stessa. Decisero di stare al gioco e di aspettarsi una mossa da questa. La cena fu comunque buona e, terminato il desinare, andarono nella loro stanza per la notte. Fecero comunque dei turni di guardia e, verso l'una della notte, Valigar, che stava di piantone in quel momento, udì la porta esterna aprirsi e richiudersi. Guardando fuori da una piccola finestrella vide la figura della vecchia chinarsi a terra vicino la linea scura degli alberi. Un grosso lupo le stava venendo incontro e, raggiuntala, si prese una vigorosa carezza sul capo. Quasi allo stesso istante un rumore di legna smossa provenne dalla loro anticamera.


Valigar svegliò gli altri e si prepararono a ricevere l'eventuale intruso: poco dopo dei passi giunsero alla loro porta e Zaarish la aprì di scatto, sperando di cogliere di sorpresa il nemico. Si trovò davanti un golem di carne che lo randellò per bene. Lui e il paladino restarono lì a fronteggiare il golem mentre Ioram e Telonius sgusciarono fuori alla ricerca della vecchia. La sua stanza era vuota e Telonius si attardò alla ricerca di ninnoli magici, non trovandone. Ioram invece si avventò all'esterno e qui trovò un branco di 9 worg ad attenderlo.


In breve venne raggiunto anche dagli altri e il combattimento si riportò su binari più sicuri. La vecchia pareva scomparsa, ma riapparve diverse volte in forma di lupo e di bella giovine, colpendo una volta Ioram e succhiandogli una discreta quantità di forza. Infine, tuttavia, il branco venne distrutto e con esso la sua Signora. Morendo la vecchia assunse la sua vera forma: il gruppo indietreggiò davanti l'orribile bruttezza della Strega Verde.