Il Male antico, episodio I

#27: I Mercenari De La Forca Vuota

Dove gli eroi subiscono l'attacco di un formidabile gruppo di mercenari al soldo degli stregoni rossi e ottengono la certezza di essere a loro volta inseguiti da temibili personaggi...

Eregald, Cavaliere Capo del Circolo Intermedio

 

Dopo aver terminato lo scontro e aver ben ammanettato e imbavagliato il giovine svenuto i nostri controllano le stanze da cui sono provenuti i mind flayer e gli altri bruti poco prima. Tra gli scaffali vuoti il mezz'orco scopre una levetta, che dopo un attenta analisi di Telonius, non sembra essere una trappola. Effettivamente dopo aver tirato la leva una porta segreta comincia ad aprirsi, ma il meccanismo dev'essere fermo da molto tempo infatti si inceppa lasciando solo un piccolo pertugio, abbastanza grande comunque da permettere loro di passare.


L'interno si rivela essere un sotterraneo di tre stanze: in una vi è un sarcofago di pietra e un bizzarro rilievo raffigurante una mano tenente un oggetto sferico che, forse per via dello sfacelo del tempo o dell'abbandono del tempio, non si trova più lì. Nelle altre due i nostri devono affrontare rispettivamente due mummie e un'ombra. Qui Zaarish subirà un pesante danno in salute, colpito dal morbo putrescente dei non morti bendati. Tuttavia vengono ritrovati due singolari oggetti: due semisfere bianche in ceramica. I nostri subito si accingono ad inserirle nel bassorilievo sul muro nella stanza del sarcofago ma, sebbene calzino a pennello, non accade nulla: sembra che manchi qualcosa. La sfera presenta infatti un buco centrale.


L'impavido Zaarish si arrischia a sollevare il coperchio di pietra del sarcofago, certo di trovare qualcosa lì dentro, ma anche di dover affrontare qualche terribile creatura... ma il DM, in giornata di buona, fa solo trovare la parte mancante, ovvero un dischetto di metallo che si va subito a posizionare al centro della sfera, ottenendo l'immagine complessiva di un occhio con pupilla... un occhio tenuto in una mano... il simbolo di Vecna, divinità del tempio.


Bene. E ora? Nulla sembra accadere. Il mezzorco guarda l'occhio, perplesso, poi toglie tutti i pezzi. Ci ripensa e li rimette. Prova a spingere in tutte le direzioni. Niente. Il resto del gruppo, debilitato dallo scontro con i mind-flayer, già si accinge a risalire verso la superficie ed un degno riposo, quando ecco che il mezzorco Zaarish, al grido di Eureka, viene fulminato dall'idea. "Lo giro!" grida e, mettendo mano sulla pupilla, la gira mettendo in moto il meccanismo di apertura della porta segreta.


Un varco scuro si apre. Telonius insiste perché se ne vadano di lì, dicendo che non ha più incantesimi, che vuole riposare e che deve studiare delle pergamene. La curiosità però vince le lamentele continue ed estenuanti del mago e il gruppo, ignorandolo, si infila nel pertugio. Tutto quel che vi è al di là è una piccola stanza, al centro della quale vi è un piedistallo con un busto. In testa la statua porta un cerchietto metallico. L'ingordo Zaarish vi mette subito la mano e una trappola a fuoco invade tutta la stanzetta, provocando danni a destra e a manca.


Il gruppetto bruciacchiato esce dalla stanza e Zaarish identifica il monile... un artefatto di discreta potenza, in grado di aumentare le doti intellettive di chi lo indossa. Sotto lo sguardo sbavante di Telonius, Zaarish indossa il cerchietto. Finalmente se ne possono andare e portare il ragazzo posseduto dalla confraternita dei cavalieri.


Il ragazzo, imbavagliato e legato, si scopre essere un grande pericolo per i quattro, i cui colli portano il segno del male. Egli infatti, cercando di abbandonare quel corpo inutile, cerca ripetutamente di prendere possesso delle loro menti, finchè non hanno il buon senso di mettergli una benda sugli occhi, rendendolo inoffensivo.


I cavalieri ringraziano il gruppo e assicurano la custodia sul giovane. Vengono informati che uno dei giovani cavalieri, Malachias, risulta scomparso da qualche giorno. Il gruppo se ne frega amabilmente e torna al mercato a terminare la bagarre di acquisti. Qui Valigar viene raggiunto da un giovane... Malachias! Egli, tutto trafelato, informa il paladino che uno degli stregoni risiede in città e ha il compito di fermare il loro inseguimento. Fa il nome della locanda de La Forca Vuota, di un certo Varleth, nella zona oltre il fiume. Il gruppo ringrazia e decide di andare a colpire per primo.


Il quartiere è piuttosto malfamato e bande di mercenari senza scrupoli stanno all'ozio tutto il giorno in attesa di un incarico. Finalmente raggiungono la Forca Vuota e la trovano... vuota. Non sembra esserci nessuno. Entrano e si spingono fin nella cucina, dove trovano una botola nascosta. Impossibile resisterle. Si calano e dopo pochi metri fanno scattare un meccanismo: dal fondo del corridoio una porta si apre e un ammasso di peli, muscoli, corna e metallo si riversa come una valanga sul primo della fila, Valigar. Il paladino è però oltremodo corazzato e resiste alla carica della creatura, un Minotauro tenuto prigioniero. Lo scontro non dura molto e ben presto il gruppo ha a disposizione molta carne bovina.


La botola viene aperta alle loro spalle e un corpo viene fatto ruzzolare giù: è quello di Malachias, piuttosto malridotto. Che succede? Si chiedono i nostri. Malachias non era vivo e vegeto al mercato? Il dubbio si insinua nella menti. Dopo parecchi piani i quattro decidono semplicemente di risalire la botola e vedere chi c'è di sopra. Trovano ad attenderli Varleth, che più che un oste sembra un guerriero, un mezzorco con un'enorme ascia ed un tizio incappucciato che si rivelerà essere un elfo oscuro. Con loro anche Malachias in perfetta forma, lo stesso visto al mercato... lo stregone rosso.


Inizia lo scontro. Zaarish contro il mezzorco, Valigar contro Varleth, Ioram contro lo stregone (che si rivela essere un monaco) e Telonius, in teoria, contro l'elfo oscuro. Ma qualcosa va storto. Zaarish prende per primo una micidiale tranvata da quasi 40 pf, rimandandoci piuttosto male. Ioram scopre che il suo bersaglio non si prende poi così facilmente e Telonius viene attaccato alle spalle da un tizio sbucato dal nulla: un duergar che con la sua ascia (e la sua invisibilità) provoca ingenti danni all'illusionista, che si ributta nella botola a leccarsi le ferite. L'elfo oscuro, libero, evoca un Ululatore alle spalle dell'impegnato Valigar.


Dopo qualche round Zaarish è allo stremo: il suo avversario non cede nonostante i terribili colpi che riceve, e a sua volta mette a segno una serie di affondi irresistibili. Valigar riesce ad abbattere il debole Varleth e a vedersela con l'UIulatore, mentre Ioram ha sul fianco la spina del duergar. L'elfo oscuro è sempre libero e infligge danni al corazzato paladino mediante dardi incantati. Finalmente Telonius esce dalla sua botola e spara qualche buon incantesimo sul duergar.


Ristabilita la parità numerica il gruppo ottiene un colpo di fortuna. Zaarish vince l'iniziativa con mezzorco avversario: è stordito e può fare una sola azione. Attacca e riesce a stroncare il nemico. Contemporaneamente Valigar si libera del mostro e Ioram del monaco. L'elfo oscuro, velocizzato da un suo incantesimo, si porta nella mischia e, con una serie di mani brucianti, dardi incantati e fulmini, manda al tappeto Zaarish (in fin di vita) e riduce seriamente la vitalità del paladino.


Ma Valigar ce la mette tutta e, con una serie di colpi, abbatte il fragile elfo mentre Telonius tenta di curare il mezzorco moribondo. Questi si rialza con 1 pf e carica il duergar rimasto con Ioram. La fortuna vuole che l'ascia del nano non riesca a trovare la carne del mezzorco e il duergar, infine, crolla.


Lo scontro ha fine... che fare ora? Tornati dai cavalieri Valigar finalmente usa il talismano per capire dove si trovino gli altri stregoni: l'immagine di una nave si proietta nella sua mente. Devono raggiungere al più presto Elmouth e il suo porto, e trovare una nave. Ma non solo: il talismano rileva anche la presenza di due vecchie conoscenze del gruppo, due tizi che han tutta l'aria di pedinarli da molto tempo: Kaorio e il Cuckoo.