Il Male antico, episodio III

#46: Il Germoglio della Stella Malvagia

Il secondo piano della torre offre ai Nostri uno spettacolo sconvolgente.

 

Cinque esseri si ergono in piedi, in cerchio, in perfetto silenzio, ma come se fossero impegnati in una articolata conversazione, o in una formula magica. In mezzo a loro fluttua nell'aria una Cosa Dai Molti Aspetti. C'è chi vi vede un enorme ragno con la testa di un bambino, chi un cavallo ricoperto di occhi e con grandi zanne di porco, chi un serpente con le chele di un granchio. La Cosa resta a mezzaria, come sospesa dentro una bolla verde o una membrana, e sembra agitarsi all'interno e affacciare i suoi visi mostruosi al bordo della membrana, per vedere meglio l'esterno.

 

I cinque figuri si accorgono subito della presenza degli intrusi e, senza proferire parola, si voltano a fronteggiarli. Il loro aspetto è non meno mostruoso di quello della Cosa: alti e magri come uomini avvizziti, avvolti in lunghe tuniche dalle cupe tonalità e ricamate con arabeschi partoriti da una follia aliena, hanno al posto della testa una protuberanza glabra e pulsante, sproporzionata, dalla quale pendono lunghi tentacoli da piovra.

 

Alcuni di loro muovono passi leggeri verso il gruppo, con fare decisamente poco rassicurante. Altri si limitano a fissare gli intrusi, e il loro attacco è micidiale: i Nostri sentono il cervello invaso da un'onda d'urto psichica di immane potenza. Alcuni restano frastornati e impossibilitati a muoversi, mentre il nemico avanza.

 

Geov e altri coraggiosi tentano un contrattacco, ma anche quelli che si avvicinavano usano ora il loro attacco psichico.

 

I Nostri faticano non poco a trovare il giusto assetto per un contrattacco organizzato. Intanto intuiscono che la Cosa sta cercando di uscire dalla sua membrana, e sembra che i cinque cultisti, nonostante il combattimento, stiano continuando a mantenere il legame telepatico che manda avanti il rituale.

 

E' un combattimento duro. Geov viene anche posseduto mentalmente da uno di loro e costretto a voltarsi verso Khursos, attaccando il suo compagno. Ma la volontà degli Eroi è ormai alta, e il Nostro riesce a scacciare la presenza intrusa nella sua mente e ad affondare le sue lame in corpi nemici.

 

Adrian e Thomàs tentano di tenersi a distanza per evitare le terribili esplosioni psichiche del nemico, ma non sempre riescono. Il chierico è invece costretto agli straordinari per curare i compagni, specie Geov che rischia più volte di subire il colpo decisivo dei nemici: il risucchio integrale ed istantaneo del cervello.

 

Ma gli Eroi sono pur sempre gli Eroi, e dopo un po' riescono a portare la bilancia in loro favore. Il combattimento è ora una corsa in discesa, ma occorre correre forte poichè anche il tempo sembra essere nemico del Gruppo: ogni secondo il timore che la Cosa possa uscire è alto.

 

Ma poi l'ultimo Mindflyer crolla a terra, il rituale telepatico si interrompe. La Cosa preme con più insistenza il volto contro la membrana: sono gli occhi di un bambino curioso che vuole vedere cosa c'è fuori, ma i Nostri sanno che in realtà deve essere qualcosa di terribile, qualcosa da scongiurare a tutti i costi.

dice: bene bene

Il nostro 'buon DM' è anche riuscito a scrivere ben più di una riga come temeva dopo la conclusione della sessione!

Amico di cthulhu dice: Pura Poesia

"Ma la volontà degli Eroi è ormai alta..."

 

In quale edizione?!?!

Un osservatore stellare dice:

"Ma gli Eroi sono pur sempre gli Eroi"

 

Anche qui potremmo avere da ridire avendo in gruppo anche Valigar al momento !