Il Male antico, episodio III

#48: L'ultimo inganno di Zark

Quattro figuri giungono al villaggio di Loudwater. Camminano in silenzio, a testa bassa, persi nei loro pensieri. Due procedono affiancati: sono grossi, molto grossi, e la gente si scansa al loro passaggio. Dietro di loro un tizio alto, dall'aria nobile, avanza sul suo cammello. Il quarto è avanti a tutti, da solo. I suoi tratti animaleschi gli fanno guadagnare più di un'occhiata di sospetto da parte degli abitanti del villaggio.

I quattro giungono al Boccale Verde, l'unica locanda di Loudwater. Entrano, ordinano da bere. C'è poca allegria nel gruppo. Quello con i tratti animaleschi esce, l'aria della locanda lo soffoca, la gente, seppur poca, gli da fastidio. "Chiamatemi quando arriva la birra" dice. Il nobile ordina solo acqua calda e resta poi seduto, immobile come una statua. Più di un avventore si innervosisce a guardarlo e torna a fissare, borbottando, il fondo del proprio boccale.

Uno dei due bestioni, quello con lo sguardo più scaltro, tiene d'occhio gruppo e locanda e intanto pensa. Pensa alla grande impresa appena compiuta, pensa a come solo quattro giorni prima, grazie a loro, la città di Evereska abbia scampato una catastrofe. In ogni altro luogo sarebbero stati proclamati eroi e si sarebbero composti canti sulle loro gesta, su come hanno sgominato i piani di un folle gruppo di eladrin corrotti dalle forze oscure, su come hanno impedito che il ritorno del dio morto. Ma Evereska non è un posto qualunque. I suoi abitanti, eladrin di una antica stirpe, da tempo hanno rifiutato ogni contatto con il mondo. Un tempo grande impero, Evereska è oggi solo una città decadente sulla cima di una bizzarra roccia a picco. Si erano illusi di aver salvato quel popolo dalla propria decadenza e corruzione, ma si erano sbagliati. Qualcuno li aveva ringraziati, è vero, ma nessuna accoglienza poteva venir concessa da chi non ha più un cuore, da chi non vive più il presente ma solo l'ombra di un passato ormai sbiadito. Triste, ma vero. Peccato. Meglio pensare alla birra.

In quel momento entra in locanda un nano. Sembra accigliato. Va al banco, prende da bere, poi vede i quattro. Torna a bere. Quando si gira nuovamente ha l'espressione di qualcuno molto arrabbiato. Va al tavolo dei quattro e si presenta.

"Sono Zark, non vi ho mai visti qui, siete senz'altro stranieri... e qualcosa mi dice che siete stranieri potenti. Si vede. Avrei veramente bisogno dell'aiuto di qualcuno abile, sembra un miracolo che siate capitati a Loudwater!"

"Piacere Zark" risponde il nobile, rompendo la sua immobilità. "Io sono Natan e questi sono i miei compagni: Sepuku, Melkin e Aarsh. In cosa possiamo aiutarti?"

"Oh, beh... degli sporchi bastardi mi hanno assalito poco fuori del paese... andavo a Zealbross per affari e due di quelli sono sbucati fuori... li ho abbattuti, ma ne arrivavano altri e sono fuggito. Non si può andare avanti così, la strada deve essere libera! Quella gente impedisce agli onesti lavoratori di svolgere i propri affari!"

"A Zealbross dici, eh?" risponde Natan. Il suo sguardo indagatore scruta il nano. "Hai molti affari là?"

"Beh... qualcuno sì"

"Capisco. E sai chi sono questi personaggi scomodi?"

"Dei brutti bastardi! Schiavisti, se lo volete sapere. Si annidano in quella zona, brutta gente"

Natan fissa il nano. Nella sua sconfinata memoria la parola Zealbross assume l'immagine di un luogo in rovina. Da qualche parte ha sentito parlare di una banda di schiavisti e trafficanti, in opera nei dintorni di Loudwater, a capo di un certo Broli, un umano. Se la intendono anche con alcuni hobgoblin, se le dicerie sono vere. Natan fissa il nano, come gesticola con le mani, come si guarda attorno. Capisce che sta mentendo.

"Bene, Zark, portaci da questi malfattori" dice.

Ed è così che il gruppo intraprende una nuova avventura dopo la grandiosa battaglia di Evereska.

Zealbross appare dopo quasi una giornata di cammino: un villaggio in rovina, deserto.

"Hai detto che hai affari qui, Zark" dice Natan, sornione.

"Sì, beh, li vedrai" risponde il nano.

"Perchè insulti la nostra intelligenza? Dov'è Broli?"

Zark diventa di ghiaccio. Si ferma. "Bene, bene" dice, "giù la maschera, eh? Bene. Sappiate che siete nel nostro covo. Ci sono decine di noi pronte a saltarvi addosso. Potete lavorare per noi, ci fareste sicuramente comodo. Ma possiamo anche vendervi come schiavi... gente come voi la comprano anche con le gambe spezzate. A voi la scelta!"

Ma uno dei due bestioni, Sepuku, il villoso berserker, afferra il nano e gli grugnisce il suo dissenso. Vengono snudati i ferri.

Zark non mentiva: una ventina di uomini sbucano fuori dalle rovine. Uno di loro, distante, lancia un grido.

"Che dicono, Zark?" E' Broli, il capo.

"Vogliono morire!" risponde il nano. Inizia la battaglia.

Con una sequenza di tempesta di ghiaccio e palla di fuoco Natan il mago sbaraglia il grosso della truppa avversaria, mentre Aarsh estrae il suo totem da sciamano ed evoca spiriti primevi in soccorso. I due goliath affrontano invece il più classico corpo a corpo.

La cosa si fa seria quando il fattucchiere degli avversari si avvicina abbastanza da lanciare una maledizione. Sepuku e Melkin, i due possenti guerrieri, diventano due amabili cuccioli! Sepuku, ora piccolo cagnolino, passa sotto le gambe del suo avversario e corre furioso verso il fattucchiere, come fosse ancora il temibile goliath berserker.

Ma Natan tranquillizza tutti: conosce quell'incantamento, poco più di un trucco da baraccone. Entro pochissimo l'effetto svanirà. Nel frattempo il mago si da da fare evocando una porta magica che lo fa giungere con un solo passo alle spalle degli avversari. Qui evoca altre forze arcane, seminando la morte e lo scompiglio nelle ormai esigue linee nemiche.

Melkin e Aarsh intanto abbattono Zark e vanno su Broli. L'effetto della fattura è svanito come predetto da Natan. Il fattucchiere viene ridotto in poltiglia da Sepuku e Broli, circondato, crolla in ginocchio implorando pietà. Scopre però a sue spese quanto sia difficile bloccare un berseker furioso.

In pochi minuti Zealbross torna ad essere un villaggio in rovina, disabitato.

 



 

Broli dice:

non mi piace che Natan sia così sveglio...quel cammello non glielo fregherò mai...anzi ho paura che lui mi fregherà il SUO posto di lavoro come schiavista

Zark dice:

Contro Geov e quel gruppetto di frosci dei suoi amichetti avrei vinto