Il Male antico, episodio III

#51: Le Luci di Bravak

Dalle rovine di Orrack sciamano verso i due goliath un gruppo di troll seguiti da un gigantesco Ettin. Sepuku ride di piacere, mentre Melkin pensa a qualche strategia per resistere all'impatto. Degli altri due compagni ancora non si vede l'ombra.

Natan e Aarsh sono infatti costretti a perdere ancora tempo con l'Oni che, nonostante sia ormai quasi inoffensivo, stretto nella mano evocata dal mago, risulta duro a morire. Quando Natan raggiunge il teatro degli scontri vede Sepuku e Melkin letteralmente circondati da grossi troll. Non si capisce nulla, è solo un mulinare di randelli, artigli e asce. In mezzo a quel caos si distingue solo l'Ettin, che spesso e volentieri colpisce qualcosa nel mucchio. Natan non ci pensa due volte: infila una sequenza di palla di fuoco e tempesta di ghiaccio, sperando di far più male ai nemici che agli amici.

Gli attacchi magici di Natan sortiscono l'effetto sperato, liberando in breve il campo dalla maggior parte dei nemici. Natan continua sulla falsa riga, lanciando ancora incantesimi ad area sulla zona già devastata finchè tra lui, Aarsh e i colpi di Sepuku e Melkin, il nemico cede. Quando però anche l'ettin crolla a terra, il mago si vede caricare da un rabbioso Sepuku.

Forse Natan non sentiva i "Basta! Basta!" urlati dai due goliath mentre esplosioni di fuoco li investivano al pari dei nemici, o forse non voleva sentirli. Nella limitata mente del berserker questa distinzione non ha comunque importanza. La sua ascia si abbatte sul mago, ferendolo, ma trasmettendo al contempo al goliath una potente scarica elettrica.

"Tu fatto male a Sepuku!"

"Vergognati, ammasso di muscoli! Vi ho salvati, tutti e due!"

"Ci hai quasi uccisi!" urla Melkin, mostrando molte più bruciature che graffi dei troll.

Il mago si pulisce le vesti, di nuovo calmo. Ma è solo calma apparente.

"Non lo farò mai più" dice, glaciale. "La prossima volta ve la vedrete da soli".

"Andiamocene di qui" dice Aarsh, rompendo la tensione.

"Aspetta. Guarda i troll... questa è una banda. Briganti, e l'oni era il loro capo" intuisce il mago, "il che significa che questo potrebbe essere il loro covo"

"Cerco tesori/passaggi segreti" dice Aarsh.

"Con chi stai parlando?" gli chiede Melkin.

"Uh? Da solo"

E le ricerche del cacciatore portano frutti. Natan non si sbagliava: le rovine di Orrack erano il covo di quella banda di troll. I Nostri trovano una piccola fortuna in oro e oggetti magici minori, quindi ripartono. Aarsh cerca le rovine della fortezza di Bravak, così come suggeritogli da Bax.

Sul far della sera, mentre Melkin e Sepuku si lamentano ormai apertamente chiedendo di accamparsi, Aarsh avvista la sagoma scura e tozza della fortezza.

I Nostri si accampano poco lontano. "Lì è dove Etheran e il suo gruppo sono stati annientati dai troll" li avverte Aarsh, indicando l'aspetto minaccioso della vicina cittadella.

Ma dalla fortezza non giunge alcun rumore. Durante i loro turni di guarda, Aarsh e Natan notano solo delle strane luci danzare sulle mura: luci bianche, diverse da lumi di torcia.

Al mattino il gruppo raggiunge la cittadella. Sepuku e Melkin la guardano in cagnesco, quindi si apprestano stoicamente a scalarne le mura. Sono a metà scalata quando Natan si avvicina alle porte e, con una leggera pressione, le apre. Erano solo socchiuse.

Natan e Aarsh entrano. Sembra tutto deserto. Sentono solo i grugniti dei due goliath che stanno per mettere piede sui camminamenti.

Aarsh resta indietro ma Natan avanza. Con la sua magia cerca di vedere l'invisibile, ma non ottiene alcun risultato. Intorno a lui solo edifici vuoti e, più avanti, il bastione centrale, che attira la sua attenzione.

Melkin esamina intanto i bracieri sulle mura, valutando che non vengono usati da almeno una settimana, mentre Sepuku, annoiato, scende dalle mura e va dietro al mago, sperando di stanare qualche troll.

Natan raggiunge il bastione. Ha sentito un rumore, un suono inatteso in quel luogo e per questo sinistro: il gong ovattato di un mestolo in una pentola, quasi fosse vicino alle cucine della Veglianuvola che nel cuore di una fortezza di troll.

Anche il portone del bastione è aperto. Natan spinge l'anta e mette in mostra un interno polveroso, totalmente buio. Le uniche finestre sono sbarrate da travi e scuroni. Sente il passo pesante di Sepuku dietro di lui, ma è quel che vede a metterlo in allarme.

Dentro il bastione, nel buio, in cima a quella che deve essere una scala centrale, compaiono nuovamente i due globi luminosi.

 

Gigiulone dice:

Mi piacciono i goliath! loro si che mi rispecchiano!